Il presidente cita Matteotti e Rosselli, “martiri assassinati dal fascismo”. Lungo applauso in Aula
“Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l’iniziativa di rendere onore – alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale – alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente – in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori – seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando nell’Aula della Camera per le celebrazioni degli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea costituente.
“Il percorso, il progresso che l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia. Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946”, ha aggiunto Mattarella.
L’aula della Camera ha accolto Mattarella con un lungo applauso. Poi tutti in piedi quando il coro e l’orchestra del teatro dell’Opera hanno eseguito l’inno di Mameli.
“Nel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l’Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un’Europa pacificata e solidale”.
ha detto il presidente della Repubblica. Il passaggio è stato accompagnato da scroscianti applausi.
“I cinquecentotrentacinque uomini e le ventuno donne chiamate a far parte dell’Assemblea si sarebbero disposti, lavorando intensamente per 18 mesi, a ridare l’invocato volto all’Italia e il risultato sarebbe stato la Costituzione che ha assicurato nei trascorsi decenni stabilità alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell’Italia e promosso il progresso del Paese” ha detto Mattarella. “Paese legale e Paese reale, con il suffragio elettorale davvero universale, coincidevano per la prima volta nella storia nazionale”, ha osservato.
“Il percorso, il progresso che l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia. Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946″ ha detto inoltre Mattarella che ha poi aggiunto: “Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell’Assemblea Costituente tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri. Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti”.
“Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra. Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria con il Corpo Italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l’oppressione dell’uomo sull’uomo” ha detto ancora Mattarella.

“Una classe dirigente non compromessa col regime fascista – regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia – fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia, l’Italia non era terra di nessuno. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica.
“Fu il governo espressione delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi – presidente del Comitato di Liberazione nazionale – a varare, con il Decreto luogotenenziale 151 del 1944, la cosiddetta Costituzione provvisoria, che faceva giustizia delle ambizioni della dinastia di mera continuità, per aprire, invece, la strada a una svolta istituzionale. Un passaggio che rappresentò l’atto di nascita del nuovo ordinamento italiano. Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto ‘per deliberare la nuova Costituzione dello Stato’.
Una rivoluzione pacifica che condusse alla transizione da monarchia a repubblica”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Mattarella, alla seduta solenne di Camera e Senato per gli 80 anni dell’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente.
“Nelle giornate del 2 e 3 giugno 1946 con il voto si sarebbe consumata la fine della breve monarchia dei Savoia Re d’Italia e realizzato il sogno risorgimentale di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi: una assemblea per il patto costituzionale tra gli italiani; un nuovo Stato per l’Italia unita” ha detto il Presidente della Repubblica.
“Concordia e unità, questo il programma della nuova Italia repubblicana, riassunto dal Presidente della ricostruzione, con un atto di fede nella virtù della democrazia”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, citando Alcide De Gasperi, alla seduta solenne di Camera e Senato per gli 80 anni dell’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente.
“Aprendo i lavori della Costituente il Presidente Saragat aveva esortato: “fate che il volto della Repubblica sia un volto umano”. Il volto e l’anima che abbiamo avuto consegnato – e che i cittadini sentono propri – è quello della Costituzione. Frutto di una assemblea di donne e uomini liberi” ha aggiunto il presidente della Repubblica.
La Russa,80 anni fa sovranità tornò nelle mani del popolo, si compì una scelta di rinascita

“Rivolgo un deferente saluto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ringrazio per la sua significativa presenza a questa cerimonia. Saluto altresì il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il Presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso e tutti vioi parlamentari presenti. In questa solenne Aula celebriamo oggi un prezioso anniversario di Storia e Identità nazionale. Ottanta anni fa, con il referendum istituzionale prima e l’elezione dell’Assemblea Costituente poi, la sovranità tornò pienamente nelle mani del popolo italiano. Si compì una scelta di rinascita. L’Italia conobbe il suo primo, vero suffragio universale: una mobilitazione straordinaria in cui anche le donne scrissero da protagoniste una pagina indelebile della nostra storia democratica“. Lo afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo alla Camera in occasione della celebrazione dell’anniversario della prima seduta della Costituente.



