27 views 2 min 0 Comment

Messina, Basile va sul “sicuro”: Carrubba è Direttore Generale. E Puccio, sconfitto a Giardini, resta fuori dai giochi​

- 29/05/2026

A un solo giorno dalla proclamazione del 28 maggio 2026, successiva alla tornata elettorale del 24 e 25 maggio, il sindaco di Messina Federico Basile firma il suo primo atto di peso. Niente rivoluzioni, ma un colpo a sorpresa, una scelta netta sullo status quo: il decreto sindacale n. 41 consegna le chiavi della Direzione Generale, che erano di Salvo Puccio, alla dottoressa Rossana Carrubba, che a Palazzo Zanca ricopre già il ruolo di Segretario Generale. ​Una mossa conservativa e di grande significato politico che fa rumore soprattutto per le sue evidenti ricadute e per chi, da questa partita, ne esce a mani vuote. Salvo Puccio, reduce dalla cocente sconfitta elettorale a Giardini Naxos, resta infatti definitivamente fuori dai giochi per le poltrone che contano a Messina. Per lui nessuna “ancora di salvataggio” ai vertici della macchina amministrativa: Basile ha preferito blindare il fortino, sbarrando la strada a manovre o ripescaggi. ​Le motivazioni ufficiali del provvedimento si rifugiano dietro la retorica dell’efficienza e del contenimento dei costi. La nomina della Carrubba viene esplicitamente giustificata in termini di “economicità”, spiegando che assegnare il doppio ruolo al Segretario Generale risulta più conveniente rispetto all’assunzione di una figura terza. In cifre, l’operazione si traduce in un’indennità aggiuntiva di 36.000 euro annui lordi, che graverà sul bilancio 2026-2028. Un risparmio oggettivo, certo, ma anche un comodo pretesto per evitare le “inevitabili” grane e i rallentamenti che sarebbero scaturiti dalla nomina di un dirigente esterno.​

L’amministrazione si affida per l’ennesima volta a una burocrate che ha già ricoperto l’incarico sia sotto l’amministrazione De Luca che durante il precedente mandato dello stesso Basile, attraversando indenne persino i periodi di commissariamento straordinario guidati da Santoro e Mattei.​

La macchina comunale messinese, un apparato complesso articolato in 10 dipartimenti e 72 servizi, sarà dunque diretta da un’unica figura accentratrice. La nuova legislatura riparte esattamente da dove si era fermata: cambiano le stagioni politiche e si celebrano le elezioni, ma al vertice dell’ente i nomi restano predominio degli intoccabili. Mentre chi ha perso le proprie scommesse elettorali in provincia è costretto a restare a guardare.