Il piano straordinario per le strade periferiche messinesi scalda i motori, ma porta con sé gli immancabili interrogativi. A dare l’annuncio è stato il sindaco Federico Basile: il progetto da 6 milioni di euro, destinato alla manutenzione e al rifacimento delle arterie viarie dei villaggi, è pronto a entrare nella fase operativa.
Le procedure di gara si sono chiuse nei tempi previsti. Dopo la scadenza dell’8 giugno per la presentazione delle offerte, le imprese aggiudicatarie dei cinque lotti sono state individuate. Ora mancano solo gli ultimi passaggi burocratici: conclusi gli adempimenti amministrativi e i controlli normativi di rito, i faldoni lasceranno il posto alle betoniere con la consegna ufficiale dei lavori e l’apertura dei cantieri.
Tuttavia, tra i messinesi serpeggia un cauto scetticismo. La speranza diffusa, al di là delle dichiarazioni ufficiali, è che non si tratti dell’ennesimo annuncio a effetto. Affinché l’iniziativa abbia un impatto reale e non solo mediatico, manca all’appello un tassello fondamentale: la condivisione pubblica del cronoprogramma operativo.
Le incognite sui cantieri
La cittadinanza ha bisogno di risposte chiare e immediate. Da dove partiranno le prime squadre di operai? Dalla zona Sud, da quella Nord o, come troppo spesso lamentano i residenti delle aree più periferiche, si finirà per dare ancora una volta priorità alle zone limitrofe al centro cittadino? La cartina degli interventi pubblicata dal Sindaco ci sembra abbastanza chiara con una particolare concentrazione al centro cittadino.
Non è solo una questione di geografia urbana, ma anche di sostanza. Il termine “manutenzione e rifacimento” racchiude un ventaglio di interventi potenzialmente molto diverso. I cittadini chiedono di conoscere nel dettaglio in cosa consisteranno i lavori nei cinque lotti: si tratterà di un ripristino radicale e duraturo del manto stradale, di una semplice scarificatura superficiale o della classica operazione di rattoppo delle buche?
I 6 milioni sono stati stanziati e le imprese sono pronte a partire. Adesso la palla passa a Palazzo Zanca: per trasformare un iter amministrativo in un reale beneficio per il territorio, il prossimo passo non può che essere la massima trasparenza sui tempi, sui luoghi e sulle modalità degli interventi.




