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Crollo di Pistunina, interrogati l’ingegnere Leone e l’imprenditore Panarello che si dichiara “estraneo ai fatti”

- 03/08/2026
tribunale

Il professionista avrebbe escluso di avere coordinato i lavori. Il legale dell’amministratore di SA Supermercati: «Il mio assistito è estraneo ai fatti». D’Alì sarà sentito dopo le dimissioni dall’ospedale

Si sono svolti nella caserma dei carabinieri di Tremestieri gli interrogatori di due delle tre persone indagate nell’inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina, a Messina. Davanti ai magistrati della Procura sono comparsi l’ingegnere Pietro Leone e l’imprenditore Alessandro Panarello.

Il primo a essere sentito, nella mattinata, è stato Pietro Leone. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il professionista sarebbe stato incaricato da Carmelo Leone, il proprietario 71enne dell’edificio morto sotto le macerie, di occuparsi della situazione strutturale del fabbricato.

Nel corso dell’interrogatorio, l’ingegnere — legato da rapporti di parentela ad alcune delle vittime — avrebbe tuttavia negato di avere assunto il ruolo di coordinatore dei lavori eseguiti all’interno dell’immobile. Una posizione che dovrà adesso essere confrontata con la documentazione acquisita dagli investigatori, con gli incarichi eventualmente formalizzati e con le dichiarazioni delle altre persone coinvolte.

Successivamente è stato interrogato Alessandro Panarello, socio e amministratore della società SA Supermercati, che aveva preso in affitto il piano terra della palazzina con l’obiettivo di realizzare un nuovo punto vendita. Panarello è assistito dall’avvocato Salvatore Silvestro.

Al termine dell’atto istruttorio, il legale ha affidato ai giornalisti una breve dichiarazione: «Il mio assistito è estraneo ai fatti». Nessun altro particolare è stato fornito sul contenuto dell’interrogatorio e sulle risposte date dall’imprenditore alle domande della Procura.

Resta da sentire Pasquale D’Alì, l’imprenditore che, secondo quanto emerso finora, si sarebbe occupato degli interventi di ristrutturazione nei locali al piano terra. L’interrogatorio è stato rinviato perché D’Alì si trova ancora ricoverato in ospedale. Sarà assistito dall’avvocato Antonello Scordo e dovrebbe comparire davanti agli inquirenti nei prossimi giorni, compatibilmente con le sue condizioni di salute.

I tre indagati devono rispondere, a vario titolo e nell’ambito di un procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari, delle ipotesi di omicidio colposo plurimo, rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno.

L’inchiesta dovrà ricostruire la catena degli incarichi, le responsabilità nella gestione dei lavori e l’eventuale presenza di segnali di pericolo precedenti al cedimento. Al centro degli accertamenti restano le condizioni strutturali dell’edificio e gli interventi effettuati prima del crollo che ha provocato la morte di più persone.