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Studentati Zanklon, il Comune non si arrende: la giunta Basile ricorre al Cga contro il via libera del Tar

- 31/10/2026
Comune di Messina

Nuovo capitolo dello scontro urbanistico sui progetti dell’imprenditore Natale Giostra. Dopo la bocciatura dei ricorsi comunali, Palazzo Zanca impugna le sentenze che consentono la realizzazione di due residenze universitarie per 1.335 posti letto.

Studentati Zanklon, il Comune non si arrende: la giunta Basile ricorre al Cga contro il via libera del Tar
Studentati Zanklon, il Comune non si arrende: la giunta Basile ricorre al Cga contro il via libera del Tar

La partita degli studentati Zanklon si sposta nuovamente nelle aule della giustizia amministrativa. La giunta Basile ha ufficializzato la decisione di ricorrere al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia contro le sentenze con cui il Tar di Catania, lo scorso 28 settembre, aveva respinto i ricorsi del Comune, confermando la legittimità delle autorizzazioni rilasciate per due grandi complessi universitari. Con le delibere 667 e 669 del 23 ottobre 2026, Palazzo Zanca ha affidato agli avvocati comunali Vincenzo Airò e Alessandro Gangemi il compito di proseguire la battaglia giudiziaria.

Al centro della controversia ci sono i progetti della Zanklon Capital, società dell’imprenditore messinese Natale Giostra: lo studentato Archimede, da 1.080 posti letto, previsto alle spalle dell’omonimo liceo, e quello denominato Centro, da 255 posti, nell’area tra via Catania e via Bergamo. Il terzo intervento, Policlinico, a Minissale, prevede altri 504 posti letto e non è coinvolto nel contenzioso. Complessivamente, l’operazione riguarda 1.839 posti letto. È la vicenda che nel novembre 2025 aveva impegnato per giorni il Consiglio comunale in un confronto particolarmente acceso sulle deroghe urbanistiche, sulle altezze degli edifici e sull’impatto dei nuovi insediamenti. L’Aula aveva approvato soltanto il progetto Policlinico, respingendo quello Centro con tredici voti contrari e quello Archimede all’unanimità dei ventuno consiglieri presenti. Successivamente, però, la Struttura di missione della Zes unica aveva autorizzato gli interventi senza subordinare la loro efficacia al consenso del Consiglio comunale.

Secondo il Tar, la normativa speciale della Zes attribuisce alla Conferenza dei servizi il potere di valutare gli interessi urbanistici e autorizzare gli interventi anche in presenza del dissenso dell’ente locale. I giudici hanno inoltre escluso che i progetti comportino una modifica permanente del Piano regolatore, qualificando gli interventi come deroghe urbanistiche. Respinta anche la tesi secondo cui il venir meno del contributo ministeriale avrebbe cancellato l’interesse pubblico delle opere: per il Tribunale, il finanziamento e la valutazione dell’interesse pubblico costituiscono questioni distinte.

La decisione della giunta riapre dunque un confronto che riguarda il rapporto tra le procedure accelerate per gli investimenti e il potere degli enti locali di governare le trasformazioni del territorio. Da una parte l’esigenza di aumentare l’offerta di alloggi universitari, dall’altra le preoccupazioni sull’impatto urbanistico di edifici di dimensioni rilevanti.

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.