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MESSINA NON PUÒ ESSERE TERRA DI NESSUNO

- 23/09/2026

Nota stampa di Giuseppe CAPURRO – Gruppo consiliare “Scurria Sindaco”

La rottura della condotta di adduzione provocata da un intervento sulla linea elettrica in via Santa Marta non può essere liquidata come un semplice incidente di cantiere. È il sintomo di un problema molto più grave: la totale insufficienza del sistema di conoscenza, controllo e coordinamento dei sottoservizi nel territorio di Messina.

Ogni giorno imprese e grandi società intervengono sulle strade cittadine: energia elettrica, gas, fibra, acqua, fognature e altri servizi. Ma la domanda è semplice: chi controlla davvero cosa c’è sotto quelle strade prima che vengano scavate?

Se manca una mappatura completa, aggiornata e attendibile dei sottoservizi, si continua a lavorare praticamente alla cieca. E quando qualcosa viene danneggiato, chi paga? Il cittadino.

Il problema non è soltanto il danno materiale. Ci sono disagi, interruzioni dei servizi, strade danneggiate, costi per gli interventi di ripristino e conseguenze che ricadono sulla collettività.

E allora il Comune di Messina deve dare risposte precise: quali verifiche vengono effettuate prima di autorizzare questi interventi? Quali controlli vengono fatti durante i lavori? Esiste una banca dati unica e aggiornata di tutti i sottoservizi? Chi verifica che le imprese operino sulla base di informazioni corrette? E soprattutto, quando si verifica un danno, chi viene chiamato a risponderne?

Non è più tempo di autorizzazioni con controlli insufficienti e di responsabilità che si perdono tra Comune, imprese e società che gestiscono i servizi.

Messina non può essere considerata terra di nessuno. Il sottosuolo della città è patrimonio pubblico e deve essere conosciuto, mappato e controllato.

Serve con urgenza un ufficio tecnico comunale dedicato ai sottoservizi, dotato di personale qualificato, strumenti adeguati e una piattaforma digitale unica nella quale siano censite tutte le reti presenti sul territorio.

Non basta sapere dove passa una strada. Bisogna sapere cosa passa sotto quella strada.

E bisogna saperlo prima di autorizzare uno scavo, non dopo che una tubazione è stata rotta.

Perché non possiamo continuare con il solito copione: qualcuno scava, qualcosa si rompe, il servizio viene interrotto, i cittadini subiscono il disagio e alla fine il conto arriva sempre a Pantalone.

Questa non è una gestione moderna del territorio.

È una gestione che deve cambiare. E deve cambiare adesso.