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Incendio alla Camera di Commercio, sequestrato l’intero palazzo. L’inchiesta per disastro colposo e il mistero dei lavori sul tetto

- 07/11/2026
Incendio alla Camera di Commercio, sequestrato l’intero palazzo. L’inchiesta per disastro colposo e il mistero dei lavori sul tetto

La Procura indaga sul rogo che ha devastato uno dei palazzi simbolo di Messina. Al centro degli accertamenti gli interventi di manutenzione sulla copertura, le infiltrazioni d’acqua e l’eventuale utilizzo di un cannello a gas. Nessun indagato, per il momento.

Incendio alla Camera di Commercio, sequestrato l’intero palazzo. L’inchiesta per disastro colposo e il mistero dei lavori sul tetto
Incendio alla Camera di Commercio, sequestrato l’intero palazzo. L’inchiesta per disastro colposo e il mistero dei lavori sul tetto

Messina perde un altro pezzo della propria storia. E il 2026, che sembrava avere già esaurito il suo campionario di tragedie, aggiunge un’altra ferita al patrimonio della città. Dopo il crollo della palazzina di Pistunina, con sei vittime, e il clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina al Museo regionale, arriva l’incendio che ha devastato la Camera di Commercio di piazza Cavallotti. Tre disastri, tre vicende diversissime, accomunate da un interrogativo: come è stato possibile?

Questa volta a bruciare è stato uno dei palazzi più rappresentativi della ricostruzione successiva al terremoto del 1908. Le capriate in legno sono crollate, gli uffici devastati, mentre acqua, calcinacci e detriti hanno raggiunto anche i livelli inferiori.

E adesso sotto sequestro finisce l’intero edificio. Lo scrive la Gazzetta del Sud. Il provvedimento, inizialmente limitato al tetto e al terzo piano, secondo gli aggiornamenti della serata di venerdì è stato esteso a tutto il palazzo dopo ulteriori accertamenti tecnici sulla sicurezza e sulla stabilità delle strutture. Un aggravamento del quadro che rende ancora più difficile stabilire quando e in quali condizioni le attività potranno riprendere.

L’inchiesta e gli interrogativi sugli operai

La Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, ha avviato un’inchiesta con l’ipotesi di incendio e disastro colposi. Il fascicolo è affidato alla sostituta procuratrice Roberta La Speme. Al momento, secondo le informazioni disponibili, non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Gli investigatori della Squadra mobile, della Polizia scientifica e gli specialisti dei vigili del fuoco sono impegnati nella ricostruzione dell’origine delle fiamme. Sono stati effettuati sopralluoghi, acquisiti reperti e avviate le audizioni delle persone informate sui fatti.

Chi stava lavorando sul tetto della Camera di Commercio nelle ore precedenti l’incendio? Le prime notizie avevano indirizzato l’attenzione sui lavori all’impianto di climatizzazione del Salone della Borsa. Un intervento affidato, secondo la ricostruzione emersa, a un’impresa palermitana con finanziamenti del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Quei lavori, tuttavia, avrebbero riguardato ambienti collocati ai piani inferiori e sarebbero stati completati e liquidati già a metà ottobre. Se questa circostanza sarà confermata, occorrerà chiarire se vi fosse un collegamento con altre lavorazioni eseguite sulla copertura.

Un altro elemento riguarda le infiltrazioni d’acqua provocate dalle recenti piogge. Il problema sarebbe stato segnalato da personale di uno degli enti ospitati all’ultimo piano, che avrebbe cercato una soluzione attraverso un intervento autonomo. Chi avrebbe autorizzato quei lavori? Chi avrebbe incaricato gli operai? Quale impresa li avrebbe eseguiti e con quali misure di sicurezza?

La pista della guaina e del cannello a gas

Una delle ipotesi al vaglio riguarda la possibile posa di materiale impermeabilizzante sulla copertura dell’edificio. Secondo questa ricostruzione, ancora da verificare, alcuni operai avrebbero utilizzato un cannello a gas per applicare una guaina protettiva in prossimità delle strutture lignee del tetto. Un’operazione che, se realmente eseguita con questa tecnica, avrebbe comportato l’impiego di una fiamma libera accanto a materiali combustibili. L’eventuale surriscaldamento di elementi della copertura, con un innesco non immediatamente visibile e una successiva propagazione delle fiamme, costituisce una delle possibili spiegazioni tecniche del rogo. Ma non è ancora una conclusione investigativa. Rimane da verificare anche l’ipotesi di un’origine elettrica dell’incendio. Gli accertamenti dovranno stabilire se quei lavori siano realmente avvenuti, a quale ora siano terminati, chi fosse presente e se siano state rispettate le precauzioni previste per interventi a caldo. Si dovrà individuare l’origine dell’incendio e confrontarla con la posizione e la tempistica delle eventuali lavorazioni.

Se l’innesco dovesse essere ricondotto a un intervento di manutenzione, si aprirebbe inevitabilmente il capitolo delle autorizzazioni, della vigilanza e delle responsabilità nella gestione del cantiere.

Un palazzo chiuso, un’inchiesta appena cominciata

Il sequestro dell’intero edificio pone ora due problemi distinti. Il primo riguarda la sicurezza: accertare le condizioni delle strutture sopravvissute all’incendio e stabilire quali interventi saranno indispensabili per evitare ulteriori cedimenti o deterioramenti Il secondo riguarda la ricostruzione delle responsabilità. Gli investigatori dovranno acquisire incarichi, documentazione tecnica, eventuali autorizzazioni, registrazioni degli accessi e testimonianze delle persone presenti nelle ore precedenti il rogo.

In piazza Cavallotti resta un edificio devastato, con l’ultimo piano distrutto e il tetto in gran parte scomparso. All’interno proseguono le verifiche dei tecnici. Sul tavolo della Procura si attende la ricostruzione della sequenza che, nel pomeriggio di giovedì, ha trasformato un possibile problema di manutenzione in un incendio di proporzioni devastanti.

Incendio alla Camera di Commercio, sequestrato l’intero palazzo. L’inchiesta per disastro colposo e il mistero dei lavori sul tetto
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.