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Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi

- 07/11/2026
Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi

I cittadini di via Giordano Bruno si rivolgono alla Procura attraverso l’avvocata Daniela Agnello. Contestati presunti malfunzionamenti delle attrezzature durante lo spegnimento del rogo. I Vigili del Fuoco avevano comunicato l’impiego di numerosi mezzi e di un funzionario per il coordinamento. Chiesti i registri di manutenzione, le registrazioni delle chiamate e una perizia tecnica.

Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi
Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi

Non soltanto le cause dell’incendio, ma anche il funzionamento della macchina dei soccorsi. Il rogo che giovedì 5 novembre ha devastato il palazzo della Camera di Commercio di Messina finisce al centro di un esposto presentato alla Procura da alcuni residenti di via Giordano Bruno, assistiti dall’avvocata Daniela Agnello. Al centro della denuncia ci sono presunte anomalie nelle attrezzature utilizzate dai Vigili del Fuoco, difficoltà nell’erogazione dell’acqua e carenze organizzative che, secondo i firmatari, potrebbero avere inciso sulla propagazione delle fiamme. Contestazioni pesanti, che richiedono riscontri tecnici e documentali. Perché, allo stato, si tratta delle circostanze riferite dai cittadini e non di responsabilità accertate. Gli stessi residenti distinguono espressamente l’impegno degli operatori, riconoscendone gli sforzi durante l’emergenza, dalle presunte inefficienze dei mezzi e dell’organizzazione.

Dalle 14 alle 16: la ricostruzione dei residenti

Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi

L’esposto ricostruisce le prime due ore dell’incendio attraverso le testimonianze degli abitanti della zona e una documentazione fotografica. Secondo quanto riferito, intorno alle 14 sarebbe stato visibile un primo focolaio al terzo piano, inizialmente localizzato sul lato destro della facciata principale. Alle 14.28 sarebbe partita la richiesta di intervento ai Vigili del Fuoco, un orario che coincide con quello dell’allarme riportato nelle successive comunicazioni sui soccorsi. Alle 15.30, secondo la denuncia, le fiamme avevano raggiunto anche il lato affacciato su via Giordano Bruno. Un’immagine delle 15.44, richiamata nell’esposto, documenterebbe l’estensione dell’incendio. Intorno alle 16 il rogo aveva ormai coinvolto gran parte della copertura, alimentato anche dalla presenza delle strutture lignee del tetto. È in questa sequenza che i residenti collocano le presunte difficoltà dei soccorsi.

L’autoscala e la manichetta: cosa viene denunciato

La prima contestazione riguarda un’autoscala che, secondo i testimoni, non avrebbe funzionato, impedendo agli operatori di raggiungere dall’esterno le parti più alte dell’edificio. La seconda riguarda una manichetta antincendio che, sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, non avrebbe garantito un’erogazione regolare dell’acqua e una pressione sufficiente a contrastare le fiamme. I residenti riferiscono inoltre dell’arrivo di un’altra autobotte intorno alle 16 e di tentativi di spegnimento effettuati dal livello stradale, con getti d’acqua ritenuti insufficienti a raggiungere efficacemente la zona interessata dal rogo.

Sono osservazioni che dovranno essere confrontate con i rapporti di intervento e con la documentazione tecnica. Non è ancora accertato che le attrezzature abbiano effettivamente subito guasti, né che eventuali malfunzionamenti abbiano contribuito all’estensione dell’incendio.

Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi
AUTOBOTTE DELL’ESERCITO SUL POSTO

Cosa hanno comunicato i Vigili del Fuoco

Esiste, tuttavia, un altro elemento che deve essere considerato. Nelle comunicazioni diffuse durante le operazioni, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha descritto un dispositivo di soccorso composto da due squadre operative, un’autoscala, tre autobotti pompa, due autopompe serbatoio, un carro aria e un automezzo tridimensionale. Era inoltre segnalata la presenza di un funzionario di guardia incaricato del coordinamento. Il vicecomandante dei Vigili del Fuoco di Messina, Claudio Di Blasi, ha spiegato che le operazioni sono state rese particolarmente complesse dalla struttura lignea della copertura. Ha inoltre riferito dell’utilizzo delle autoscale e del supporto dell’Esercito, che ha messo a disposizione riserve idriche per garantire la continuità delle operazioni.

Il punto da chiarire è dunque se le difficoltà descritte dai residenti si siano realmente verificate, in quale momento e con quali eventuali conseguenze. Anche la contestazione relativa all’assenza di coordinamento dovrà essere verificata alla luce delle comunicazioni ufficiali e dei rapporti operativi.

Chiesti i registri di manutenzione e le registrazioni delle chiamate

L’avvocata Agnello chiede alla Procura, alla Questura e al Comune di Messina, ciascuno per le proprie competenze, di effettuare accertamenti approfonditi. In particolare, sollecita l’acquisizione dei rapporti di servizio, dei registri di manutenzione, dei verbali di collaudo e revisione delle attrezzature, dei brogliacci della sala operativa e delle registrazioni delle chiamate di emergenza a partire dalle 14.28. Chiesta anche una consulenza tecnica per ricostruire la propagazione dell’incendio tra le 15 e le 16.30 e verificare l’eventuale incidenza dei malfunzionamenti denunciati. La distinzione è sostanziale: un guasto, qualora venga accertato, non dimostra automaticamente che abbia aggravato le conseguenze del rogo. Occorrerà stabilire quali possibilità operative esistessero in quel momento, quali mezzi fossero disponibili e se un diverso intervento avrebbe potuto contenere la propagazione delle fiamme.

La preoccupazione per la stabilità del palazzo e per i fumi

L’esposto affronta anche le condizioni di sicurezza dell’area circostante. I residenti temono le conseguenze dei danni strutturali provocati dall’incendio e chiedono verifiche sulle condizioni ambientali dopo la lunga combustione dei materiali presenti nell’edificio. Particolare preoccupazione viene manifestata per i fumi respirati durante e dopo il rogo. La loro eventuale pericolosità dovrà essere valutata attraverso accertamenti ambientali: al momento non risultano dati analitici che consentano di stabilire la presenza e la concentrazione di sostanze nocive nell’aria. Al Comune viene chiesto di verificare la stabilità delle strutture, le condizioni di salubrità della zona e l’efficienza della rete idrica antincendio.

Il palazzo di piazza Cavallotti ha subito danni gravissimi, con il crollo di parte della copertura e la devastazione dell’ultimo piano. Le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la notte, fino alla bonifica degli ultimi focolai nella mattinata di venerdì. Non si sono registrati feriti. L’esposto dei residenti aggiunge così un ulteriore capitolo agli accertamenti sul disastro. Le cause dell’innesco restano da chiarire, mentre le presunte anomalie dei soccorsi costituiscono una questione distinta, sulla quale i cittadini chiedono verifiche.

Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi
Incendio alla Camera di Commercio, esposto dei residenti: «Autoscala fuori uso e problemi con l’acqua». Sotto esame anche la macchina dei soccorsi

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.