Un’emergenza igienico-sanitaria che ha ampiamente superato ogni limite di tollerabilità. È questa la drammatica denuncia che si alza dal complesso residenziale IACP “Andromeda”, situato in via Piano Stella n. 4 a Messina.
I residenti, esasperati da mesi di criticità, si sono affidati all’avvocato Annalisa Giacobbe per formalizzare una diffida e messa in mora diretta ai vertici dell’IACP, al Sindaco di Messina, al Dipartimento Servizi Ambientali e all’A.S.P..
L’obiettivo è chiaro: ottenere un intervento immediato per scongiurare pericoli imminenti per l’incolumità pubblica.
Zecche, ratti ed esalazioni fognarie: l’incubo senza fine del condominio “Andromeda” a Messina
La situazione descritta nell’atto legale, datato 15 giugno 2026, delinea uno scenario di degrado assoluto. Le abitazioni e le aree comuni sono state invase da ratti e da zecche, queste ultime con ogni probabilità di origine aviaria. A questo scenario già critico si aggiunge la presenza surreale di bovini e altra fauna selvatica che pascolano indisturbati, invadendo le pertinenze comuni e persino le unità immobiliari. Il cuore del problema sembra essere un rudere abbandonato e fatiscente adiacente agli stabili, anch’esso di proprietà dell’IACP, diventato ormai un ricettacolo incontrollato di volatili e causa primaria della proliferazione dei parassiti.
Aria irrespirabile e rischio incendi
Come se non bastasse, le notti dei residenti sono tormentate da costanti e insopportabili esalazioni fognarie, causate verosimilmente da gravi difetti strutturali degli impianti di scarico. Durante le ore notturne l’aria diventa letteralmente irrespirabile, impedendo il normale riposo delle famiglie e violando palesemente il diritto fondamentale alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione. L’incuria si estende inoltre al verde circostante: la totale assenza di manutenzione, unita alla presenza degli animali al pascolo in una zona già a rischio, innalza drasticamente il pericolo di incendi boschivi, configurando una violazione delle norme di prevenzione e decoro urbano.
L’ultimatum: tre giorni per intervenire
A vivere in queste condizioni insalubri e invivibili sono anche soggetti estremamente vulnerabili, tra cui minori, anziani e persone affette da disabilità e gravi patologie, la cui salute è quotidianamente esposta al rischio di infezioni e contagi biologici. Di fronte all’assoluta inerzia degli enti competenti, nonostante i solleciti passati, i cittadini hanno lanciato un ultimatum perentorio. Attraverso il proprio legale, i residenti esigono che entro tre giorni vengano attuate misure drastiche:
- Un intervento straordinario di bonifica radicale, derattizzazione e disinfestazione che includa il rudere adiacente.
- Una verifica tecnica urgente e la successiva riparazione degli impianti fognari per eliminare definitivamente le esalazioni moleste.
- La scerbatura e la pulizia delle aree verdi per prevenire il rischio di incendi e impedire il pascolo abusivo.
Se le istituzioni dovessero rimanere sorde a questo ennesimo appello, scaduto il termine, l’avvocato procederà senza ulteriore preavviso con un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica per i reati di omissione di atti d’ufficio, getto pericoloso di cose e minaccia alla salute pubblica, richiedendo contestualmente il risarcimento per i gravi danni biologici ed esistenziali subiti dai condomini.




