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Febbraio

La “normalità” delle bombe d’acqua. Nessuna “eccezionalità” oggi ma effetto dei cambiamenti climatici. Urgente mettere in sicurezza il territorio

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“Bisogna ridare spazio ai fiumi, recuperare aree di esondazione naturale, ripristinare, ove possibile i vecchi tracciati, avviare interventi di rinaturazione diffusi sul territorio”.

Negare la crisi climatica o far finta che non ci riguardi non ci salverà dalle conseguenze di una crisi globale che sta mettendo a durissima prova il nostro territorio e i cittadini. Quello che è accaduto in Emilia Romagna e che ormai normalmente accade dimostra ancora una volta che siamo in presenza di eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti che ormai si alternano a ritmi drammatici. Fenomeni una volta unici e rari si moltiplicano, addirittura a pochi giorni di distanza.

Siccità e alluvioni si alternano, con l’effetto di elevare esponenzialmente il rischio. Non agire subito per affrontare la realtà climatica, purtroppo, amplificherà le conseguenze sulla sicurezza e il benessere delle comunità.

L’area del Mediterraneo è particolarmente soggetta al rischio climatico: aumento della temperatura media, ondate di calore, scarse precipitazioni, fusione dei ghiacciai stanno erodendo le nostre riserve d’acqua, le alluvioni improvvise o le precipitazioni copiose come quelle di questi giorni moltiplicano l’effetto sul territorio già a rischio.

Tutto questo lo scriveva l’ANSA nel 2023. Una pagina che è una profezia che chiarisce quanto avvenuto oggi a Messina e che continuerà ad accadere, perché le “bombe d’acqua” sono il frutto del cambiamento climatico e non preparare a dovere il territorio sarebbe criminale.

“Bisogna ridare spazio ai fiumi, recuperare aree di esondazione naturale, ripristinare, ove possibile i vecchi tracciati, avviare interventi di rinaturazione diffusi sul territorio. È sempre più urgente una politica di adattamento ai cambiamenti climatici che vada oltre la logica di emergenza e ne consideri gli effetti nella pianificazione ordinaria”. Scriveva ancora l’ANSA sempre nel 2023, ed il nostro territorio pieno di torrenti e fiumi che dalle colline scendono a valle, spesso tombati e imbrigliati, è pericoloso se non messo in sicurezza. Giampilieri insegna.