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Elezioni a Messina, l’ombra dell’incompatibilità su Calogero Brancatelli, candidato di ScN: doppio incarico e candidatura in un solo giorno

- Politica, Ultima Ora
06/05/2026

Oltre il nodo dell’opportunità politica per le nomine lampo: sul candidato di Sud chiama Nord pende la scure dell’immediata incompatibilità di legge in caso di elezione

Il 9 marzo 2026 è una data che Calogero Brancatelli, candidato al Consiglio comunale di Messina con la lista “Basile sindaco”, difficilmente dimenticherà. Una giornata letteralmente divisa in due atti, che oggi solleva un macigno sulla sua corsa elettorale: al mattino la firma su un incarico retribuito da una Partecipata del Comune, al pomeriggio l’ovazione al Palacultura per l’annuncio della sua discesa in campo con Sud chiama Nord. Un tempismo che, in caso di elezione, apre le porte a un concreto e immediato rischio di incompatibilità.

Gli atti documentano due incarichi professionali incassati dal candidato e conferiti dall’amministrazione uscente guidata da Federico Basile. Il primo, quello che sigilla la questione politica e amministrativa del 9 marzo, arriva dalla Messina Social City attraverso una procedura di affidamento diretto sul portale Mepa. Si tratta di un incarico di “Coordinamento e supporto operativo nell’ambito del progetto bandiera Blu”, un’iniziativa finanziata con i fondi Pon Poc Metro, per un importo di 10.400 euro. Pochi scampoli di ore dopo l’affidamento, il suo nome riecheggiava dal palco della convention elettorale nella Galleria Vittorio Emanuele, tra gli aspiranti consiglieri di maggioranza.

Ma il portfolio dei rapporti professionali tra il candidato e Palazzo Zanca non si esaurisce qui. Brancatelli risulta anche vincitore di una selezione pubblica bandita dallo stesso Comune lo scorso 16 gennaio. Una procedura che si è distinta per un’efficienza fulminea, essendosi conclusa in appena tredici giorni.

Ma oltre il nodo dell’opportunità politica, la questione si scontra inesorabilmente con le maglie stringenti della normativa. A delineare il perimetro di questa vicenda è il Testo Unico degli Enti Locali (D. Lgs. n. 267/2000). L’articolo 63, comma 1, numero 2, parla chiaro: è prevista una specifica causa di incompatibilità per i consiglieri comunali che si trovano ad aver parte, direttamente o indirettamente, in appalti o servizi nell’interesse del Comune.

La ratio della norma, ribadita più volte a chiare lettere nella sezione “Pareri” del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno, è limpida: non si può essere contemporaneamente controllori e controllati. L’affidamento di un servizio prestato nell’interesse dell’ente, a fronte del quale il professionista eletto in aula riceve un corrispettivo versato dallo stesso Comune, fa scattare in automatico la tagliola della legge.

Pertanto, qualora Calogero Brancatelli dovesse superare lo scoglio delle urne e conquistare uno scranno a Palazzo Zanca, la sua posizione verrebbe immediatamente dichiarata incompatibile con le funzioni di consigliere comunale ex art. 63 del Tuoel. Una grana amministrativa non di poco conto per Sud chiama Nord nel pieno della campagna elettorale.