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Il “Regalo di Natale” di Basile sciolto al sole: salta l’operazione “Don Bosco”. Quando per l’ex Giunta i proclami superano i fatti

- 06/05/2026

Messina – C’era una volta il grande dono sotto l’albero per la città. Oggi, di quel pacchetto infiocchettato due giorni prima di Natale nel Salone delle Bandiere, non resta che la carta straccia. Il tanto sbandierato accordo per l’affitto dello storico Istituto Don Bosco da parte del Comune si è sciolto esattamente come neve al sole, travolto dall’inerzia e, in via definitiva, dalle dimissioni anticipate della Giunta Basile.

L’annuncio, come da copione, era stato fatto in pompa magna. L’ex primo cittadino aveva parlato senza mezzi termini di un vero e proprio “regalo di Natale” per i messinesi, dipingendo un futuro rivoluzionario per i 15mila metri quadri di via Brescia. Non più un semplice contenitore di aule in affitto per tamponare le emergenze scolastiche cittadine – come accaduto per il Nautico Caio Duilio – ma “un polo avveniristico aperto a tutti“. L’ex struttura delle suore di Maria Ausiliatrice, pilastro della formazione privata nel secolo scorso cittadino, sarebbe dovuta diventare la nuova e luminosa casa del Social Innovation Hub e del progetto Fertility, sotto l’egida della Messina Social City.

Eppure, le avvisaglie che l’entusiasmo stesse correndo molto più veloce della realtà amministrativa c’erano tutte già a dicembre. Durante la stretta di mano a favore di fotografi, il vescovo Cesare Di Pietro era apparso decisamente meno euforico dell’allora sindaco. Con pragmatismo, il religioso si era premurato di far notare un dettaglio non da poco: l’intesa economica era ancora tutta da definire. Nessuna firma, nessun contratto, solo una manifestazione d’interesse. Un particolare tecnico che la passata amministrazione ha evidentemente sfumato, preferendo cavalcare l’onda dell’annuncio trionfale e della facile narrazione festiva.

Oggi i nodi vengono al pettine e ci consegnano un quadro in cui i proclami dell’amministrazione Basile hanno pesato, ancora una volta, molto più dei fatti concreti. La trattativa è saltata, o per lo meno congelata sine die. Per riannodare i fili di quel dialogo e provare a mettere finalmente nero su bianco un accordo reale, bisognerà aspettare l’eventualità di un “Basile bis”. Nel frattempo, la grande cittadella dell’innovazione sociale rimane soltanto una suggestione, evaporata insieme ai propositi di una Giunta che ha preferito annunciare il futuro piuttosto che costruirlo.