

Nota stampa Consiglieri Comunali PD, Antonella Russo, Maria Perrone, Alessandro Russo
La recente direttiva della Segretaria generale sulle segnalazioni provenienti dalle Municipalità, in merito ad eventuali disservizi e/o problematiche varie che investono i sette Quartieri della città non può essere derubricata come una semplice questione di organizzazione dei rapporti tra Circoscrizioni ed Ente comunale, proprio no.
Bene hanno fatto i Consiglieri di quartiere a protestare contro la direttiva 4/2026 in modo politicamente trasversale, ma con l’ovvia (?) eccezione dei consiglieri recentemente eletti nelle liste dell’attuale maggioranza di governo della città.
A parte il fatto che in tale direttiva si parla di “opportunità” che le segnalazioni dei consiglieri di quartiere siano preliminarmente portate all’attenzione del presidente di Circoscrizione, e non di obbligo, visto che nessun obbligo può mai validamente e legalmente imporsi, viene spontaneo chiedersi perché nel bel mezzo di questa torrida estate si sia sentito il bisogno di precisare che sarebbe opportuno che ogni presidente di Circoscrizione diventi filtro, censore, giudice, cinghia di trasmissione, o di non
trasmissione, di segnalazioni che il consigliere di Circoscrizione fa nell’interesse del territorio ove è stato eletto.
Viene da chiedersi: e se il presidente di Circoscrizione (sei su sette sono stati eletti con la formazione politica di Sud chiama Nord) ritenesse, anche non correttamente, che una segnalazione “coincide” con altre precedenti (il che significherebbe che le precedenti non hanno sortito alcun effetto…) e non la trasmettesse agli uffici preposti cosa succederebbe? E se non fosse in condizioni di “riunire” le segnalazioni da lui stesso considerate “analoghe”, quali conseguenze si determinerebbero?
Certamente un ritardo ingiustificabile nella semplice segnalazione e conseguente risoluzione del problema a beneficio della collettività.
Ed altrettanto ritardo produrrebbe l’attribuzione al presidente di Quartiere della scelta di decidere quale Dipartimento e/o quale Assessore sia competente nella gestione della problematica segnalata.
Di fatto, viene attribuita al presidente della Municipalità una responsabilità amministrativa che non può e non deve assumersi, e, al contempo, un potere politico sottratto ai singoli consiglieri, democraticamente eletti dai cittadini, che non è previsto da alcun regolamento e da alcuna disposizione normativa; tanto è vero che nella direttiva della Segretaria generale si parla di opportunità.
Ed allora, visto che di opportunità trattasi, è assolutamente opportuno, anche alla luce della corretta levata di scudi dei tanti consiglieri circoscrizionali (ad eccezione di quelli eletti con ScN…), che tale direttiva venga immediatamente revocata.
Una piccola chiosa finale: visto che il combinato disposto dell’art. 6, comma 6, e dell’art. 9, comma 8.4, del Regolamento per il decentramento funzionale stabilisce che i consiglieri delle Municipalità hanno i medesimi diritti e doveri dei consiglieri comunali, dobbiamo aspettarci a breve una direttiva di limitazione delle segnalazioni sul territorio cittadino anche rispetto ai consiglieri comunali?








