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Il bonifico, i contanti e le false consulenze: la mappa del “sistema Armao” secondo i pm

Coinvolti anche il deputato Lombardo e numerosi imprenditori. Sotto la lente della Procura di Palermo un presunto sistema di favori per agevolare pratiche su rifiuti, rinnovabili e sanità. Fissati gli interrogatori preventivi.

Il bonifico, i contanti e le false consulenze: la mappa del "sistema Armao" secondo i pm

Un sistema corruttivo ben oliato, fatto di classiche mazzette in contanti ma anche di tangenti mascherate da consulenze e saldate con regolari bonifici. È questo il quadro tracciato dalla Procura di Palermo nell’ambito di una vasta inchiesta che ha travolto Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana, a capo della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali fino allo scorso agosto e, fino a ieri, influente consigliere giuridico del governatore Renato Schifani.

Insieme ad Armao risultano indagate altre otto persone, tra cui il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Lombardo. Le indagini, condotte in questi mesi dalla Squadra Mobile palermitana, ruotano attorno a un presunto meccanismo di favori destinato a spianare la strada a imprese operanti in settori nevralgici: smaltimento dei rifiuti, energie rinnovabili e persino l’assistenza ai malati terminali. L’obiettivo era accelerare e pilotare il rilascio di certificati e autorizzazioni essenziali per operare.

Il bonifico, i contanti e le false consulenze: la mappa del "sistema Armao" secondo i pm
Mpa Giuseppe Lombardo

Nelle scorse ore, i poliziotti hanno eseguito perquisizioni a tappeto tra Palermo e Roma, setacciando uffici regionali, abitazioni e studi professionali. L’operazione arriva dopo che il gip Giuseppa Zampino ha ricevuto, lo scorso 25 giugno, la richiesta dei pm per l’applicazione di misure cautelari, tra cui l’arresto per Armao e diverse misure interdittive. Applicando le nuove norme di garanzia, il gip ha fissato gli interrogatori preventivi per il 12 e il 13 ottobre. Il fascicolo si poggia su un solido impianto probatorio, composto da intercettazioni telefoniche, ambientali e documentazione fotografica.

La vicenda giudiziaria torna a bussare alla porta della famiglia Armao, toccando indirettamente anche la moglie dell’ex vicepresidente, Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio (indagata a Roma in un altro procedimento, ma estranea ai fatti di Palermo), che in passato, durante la campagna referendaria sulla giustizia, aveva duramente attaccato la magistratura definendola un “plotone di esecuzione” da “togliere di mezzo“.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il ruolo di snodo e percettore delle somme per conto di Armao sarebbe stato ricoperto dall’avvocato palermitano Pietro Luigi Matta, professionista a lui molto vicino e già componente della commissione per il concorso in magistratura proprio nel periodo in cui Bartolozzi era in via Arenula. L’episodio più recente contestato dai pm risale allo scorso febbraio: in veste di presidente della Cts, Armao avrebbe incassato somme in contanti da Matta, il quale a sua volta avrebbe ricevuto un bonifico di oltre 147 mila euro dagli imprenditori Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile (ai vertici della Cva, settore rinnovabili) per una consulenza ritenuta fittizia. In cambio, gli imprenditori avrebbero ottenuto un canale diretto con i funzionari pubblici per concordare l’iter e i contenuti degli atti delle proprie pratiche. Un medesimo “copione” sarebbe stato applicato anche a favore di Sergio Vella, della Seap Bio Energy, per un progetto legato a una piattaforma per rifiuti e biometano ad Aragona.

L’inchiesta si estende inoltre al delicato business dell’assistenza sanitaria e delle cure palliative. In questo filone, una presunta tangente da 6mila euro sarebbe stata pagata da Luigi Zancla (presidente della Samo Onlus) all’avvocato Matta, sempre tramite bonifico e giustificata con una falsa consulenza legale. Lo scopo sarebbe stato quello di bloccare un decreto del giugno 2025, che avrebbe ampliato la platea di concorrenti accreditabili con il Sistema sanitario regionale per l’assistenza domiciliare integrata (Adi). La società avrebbe così ottenuto riunioni ai vertici della Regione, coinvolgendo l’allora dirigente generale del dipartimento Sanità Salvatore Iacolino.

È in questo capitolo che entrerebbe in gioco anche il deputato Giuseppe Lombardo. Forte del suo ruolo nella commissione Sanità, avrebbe garantito un’attenzione particolare ai provvedimenti d’interesse per le aziende di Zancla e di Mario Lupo (ex presidente Samot Onlus, arrestato l’anno scorso per un’altra vicenda di corruzione), chiedendo in cambio un favore politico: l’assunzione di Domenica Spartà, consigliera comunale di Gravina di Catania a lui vicina, che al momento non risulta indagata. Nel registro degli indagati, infine, compare anche l’imprenditrice catanese Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo.

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.