
Dai Karsan e-JEST ai mezzi da 8 e 12 metri, problemi agli impianti di climatizzazione segnalati da mesi. Vetture che rientrano al mattino e tornano in strada nel pomeriggio. E oggi continuano le soppressioni: sulla sola linea Shopping risultano cancellate 20 corse

MESSINA – È stata un’estate di fuoco per ATM Messina. E questa volta non è soltanto una metafora. Autobus con impianti di climatizzazione inefficienti o fuori uso, conducenti costretti a lavorare in cabine roventi, passeggeri alle prese con temperature difficilmente sopportabili e mezzi che, nelle giornate più calde, sono stati fatti rientrare anzitempo in deposito per poi tornare in strada qualche ora dopo.
Una situazione che, secondo quanto riferiscono fonti interne all’azienda, non sarebbe affatto imprevedibile. Il problema della manutenzione degli impianti di climatizzazione era stato sollevato dagli RLS e dalle organizzazioni sindacali già nell’aprile scorso, quando ancora ci sarebbe stato il tempo per affrontare preventivamente le criticità in vista dell’estate. Poi è arrivato il caldo. E con il caldo sono arrivati i problemi.
Il caso dei Karsan e-JEST
Uno dei nodi riguarda i Karsan e-JEST, minibus elettrici da circa sei metri. Le segnalazioni raccolte riguardano in particolare le vetture comprese tra le matricole E117 ed E135, quindi 19 matricole aziendali. Secondo la ricostruzione fornita da fonti interne, mentre il circuito destinato ai passeggeri continuerebbe a funzionare, quello relativo al posto guida diventerebbe inefficiente o non funzionante per il conducente nelle condizioni di maggiore stress termico. La spiegazione tecnica riferita è che, nelle giornate di caldo estremo, il sistema sarebbe chiamato a garantire prioritariamente il raffreddamento delle batterie sottoposte a forte surriscaldamento, con la conseguenza di lasciare il conducente senza una climatizzazione adeguata.
Fino a 10-15 autobus fermati nelle ore più calde
Il problema non sarebbe rimasto confinato sulla carta. Durante alcune delle giornate più calde dell’estate tra dieci e quindici vetture sarebbero state utilizzate soltanto nelle prime ore del mattino e fatte rientrare in deposito dopo le 9.30, quando l’aumento della temperatura rendeva particolarmente gravoso il servizio per i conducenti. Si sarebbero verificati casi nei quali, sulla stessa linea, sono stati sostituiti anche sei o sette autobus nel corso della giornata. Il meccanismo sarebbe stato sempre lo stesso: l’autista prende servizio, sale su una vettura senza sapere che la climatizzazione del posto guida non è efficiente, effettua una corsa e poi chiede di rientrare perché nelle ore più calde diventa impossibile proseguire il turno in quelle condizioni.
ATM, secondo le informazioni raccolte, sarebbe perfettamente a conoscenza della criticità e avrebbe incaricato la ditta aggiudicataria del servizio esterno di officina di intervenire. Non sono però noti i tempi necessari per arrivare a una soluzione definitiva.
Non solo gli elettrici
Il problema, peraltro, non riguarderebbe soltanto gli e-JEST. Segnalazioni analoghe interessano mezzi da 6, 8 e 12 metri, questa volta anche con conseguenze dirette sui passeggeri. Le cause indicate sono diverse: ricariche del gas refrigerante non eseguite, problemi elettrici, centraline che vanno in blocco, compressori che non entrano in funzione o impianti che riescono a produrre soltanto un flusso d’aria insufficiente a raffreddare l’abitacolo. Il risultato è che nelle ore centrali della giornata alcuni autobus si trasformano in vere e proprie serre. Mezzi fatti rientrare in deposito intorno alle 9 del mattino per problemi alla climatizzazione verrebbero nuovamente immessi in servizio intorno alle 17 senza che, nel frattempo, sia stato necessariamente effettuato un intervento risolutivo sull’impianto. La motivazione riferita da fonti in azienda sarebbe la necessità di garantire comunque la copertura delle linee. Ma garantire una linea significa soltanto mettere un autobus in strada oppure significa anche assicurare che quel mezzo possa essere utilizzato in condizioni accettabili da chi lo guida e da chi paga un biglietto per salirvi?
Passeggeri che chiedono di scendere e filmano con il telefono
A pagare le conseguenze sono anche gli utenti. Messinesi e turisti. Non sarebbero mancati malori, passeggeri che hanno chiesto di scendere prima della propria fermata e utenti che hanno documentato con gli smartphone le condizioni all’interno degli autobus, pubblicando poi foto e video sui social. Ed è proprio dopo una di queste segnalazioni pubbliche, secondo quanto riferito, che ATM sarebbe intervenuta effettuando la ricarica dell’impianto di climatizzazione su tre vetture, tra le quali alcuni mezzi impiegati nei collegamenti con Torri Morandi. Una circostanza che apre inevitabilmente un altro interrogativo: perché una protesta diventata pubblica sui social sembra ottenere una risposta immediata, mentre le segnalazioni avanzate per mesi da conducenti, RLS e organizzazioni sindacali non avrebbero prodotto lo stesso risultato?
Nessuna sanzione agli autisti che si rifiutano di proseguire
C’è poi un altro elemento significativo. Ad oggi, secondo quanto risulta, ATM non avrebbe mosso contestazioni disciplinari nei confronti dei conducenti che si sono rifiutati di continuare il servizio nelle ore più calde con impianti di climatizzazione non funzionanti o insufficienti. Una scelta che appare coerente con la consapevolezza aziendale dell’esistenza del problema. Il tema non è secondario. In Emilia-Romagna, dove analoghe criticità sono state segnalate sul trasporto pubblico, la questione è arrivata formalmente in Assemblea regionale: un’interrogazione ha evidenziato come all’interno di autobus senza climatizzazione si possano superare i 40 gradi, con rischi di disidratazione, svenimenti e malori, chiedendo un piano di manutenzione preventiva degli impianti. Segnalazioni a cui sono seguiti controlli e sanzioni per le aziende da parte della Polizia Stradale.
E intanto continuano le corse soppresse
Sul fondo rimane un altro problema ormai quotidiano: le corse soppresse. E non si tratta soltanto di segnalazioni interne. Basta consultare oggi, 19 agosto 2026, il sito ufficiale di ATM. L’azienda segnala soppressioni sulle linee 31, N2, 31 Bis, 36 Policlinico, 22 Bis e 22, oltre ad altre variazioni del servizio. Sulla linea 37 Shopping, nella giornata di oggi, risultano cancellate dalla partenza di piazza Cairoli 20 corse, dalle 8 alle 19.05. Ancora più pesante il quadro sulla linea 36 Policlinico: l’avviso pubblicato dall’azienda elenca quindici corse soppresse dal Terminal Zir e altre quindici dal capolinea CLOPD. Quindi le soppressioni esistono e sono numerose. Il punto diventa capire quante siano complessivamente, giorno dopo giorno, quanto incidano sul servizio programmato e quali ne siano le cause reali.
Quei numeri che l’anno scorso si conoscevano
Il tema non è nuovo. Nel settembre 2025 la consigliera comunale Antonella Russo aveva iniziato a tenere pubblicamente il conto delle corse saltate: il 13 settembre ne aveva segnalate 24 in una sola giornata. La questione arrivò anche in Consiglio comunale. In quella sede Russo ricordò che ad agosto 2025 ATM aveva previsto 365 turni a fronte di 302 autisti, ponendo il problema di un piano di esercizio forse sovradimensionato rispetto al personale disponibile. ATM replicò allora sostenendo che nel trimestre luglio-settembre 2025 le corse soppresse fossero diminuite del 35 per cento rispetto al 2024 e che le cancellazioni venissero pubblicate sui propri canali informativi. Quest’anno, mentre l’estate si avvia verso la conclusione, manca ancora un quadro complessivo pubblico che consenta di mettere in fila il numero delle corse programmate, quelle effettivamente effettuate e quelle soppresse, giorno per giorno e linea per linea. E sarebbe un dato particolarmente importante proprio adesso. Perché ATM rivendica da anni il profondo rinnovamento del proprio parco mezzi. Già nel giugno 2025 l’azienda comunicava una flotta di 184 autobus, con 50 mezzi a emissioni zero e altri 59 elettrici destinati ad arrivare entro la fine del 2026. Una flotta moderna, elettrica e “green”, però, non può essere valutata soltanto contando quanti autobus sono stati acquistati. Bisogna vedere quanti riescono a stare realmente in strada, quante corse vengono effettuate, in quali condizioni lavorano gli autisti e soprattutto in quali condizioni viaggiano i passeggeri. Perché un autobus nuovo fermo in deposito vale poco. E un autobus modernissimo che viaggia ad agosto con quaranta gradi nell’abitacolo vale ancora meno.







