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Messina “merce di scambio” e “poltronificio” per fini elettorali.

- 23/06/2026

La presentazione della nuova Giunta Comunale e le motivazioni che l’hanno accompagnata confermano che, ancora una volta, le esigenze prioritarie per la Città di Messina non risiedono nella necessità di credibili e non propagandistici progetti di sviluppo sostenibile, né nella prosecuzione delle operazioni di risanamento finanziario senza ricorrere a escamotage o a tecnicismi dilatori, né nella rivendicazione di un ruolo autonomo per contrastare e non “sottostare” ai vari tentativi di “colonizzazione” in atto, né in un progetto credibile per fermare la continua emorragia di giovani, né nelle tante criticità reali del territorio comunale mai affrontate.

Perché la “preminenza” va data, come nel recente passato, ai disegni e alle ambizioni personali e particolaristiche di un solo soggetto caratterizzato da “egoarchismo” parossistico, e del suo sodalizio politico.

E così, dopo le dimissioni anticipate e gli azzeramenti dei vari Organismi gestionali imposti per procedere a nuove elezioni, con l’obiettivo di realizzare anche una operazione di “igiene democratica” — che potrebbe essere intesa, invece, come una “minidemokratura” — e nonostante il largo consenso ottenuto dal riconfermato Sindaco, si apre una nuova fase che sa tanto di “déjà vu”.

E tanto per dimostrare chi realmente comanda, anche nel caso che qualcuno si fosse montato la testa, viene messa in campo una “Giunta a tempo limitato”, con l’umiliante prospettiva del “tagliando”, perché, come è stato detto ufficialmente da Basile, “bisogna pensare alle prossime elezioni regionali e nazionali”.

E come un ulteriore “schiaffo”, viene nominata Vicesindaco la piemontese Presidente di Sud chiama Nord, del tutto estranea alla nostra città e corresponsabile di clamorosi flop elettorali del Movimento politico nelle elezioni regionali in Calabria, Puglia e Campania, in appoggio ai candidati Presidenti del centrodestra. Una nomina che costerà quasi diecimila euro al mese, a cui vanno aggiunti i corposi emolumenti degli altri neoassessori, parametrati come se Messina fosse una “metropoli” come Milano o Roma.

Per cui resta come “promemoria” per il 58% degli elettori messinesi che hanno scelto questo Sindaco e questa maggioranza il fatto che la Città di Messina viene utilizzata come “merce di scambio” su altri tavoli, e che l’Ente Comune si sia trasformato non solo in un bancomat — secondo un certo “gergo” — ma in un autentico “poltronificio”, a prescindere da competenze specifiche, ma in base ai “contributi” — elettorali, si intende — apportati, o al grado di “fidelizzazione”.

Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “RispettoMessina”