La Fillea CGIL Messina e la Fillea CGIL Sicilia esprimono soddisfazione per l’ammissione dell’atto di intervento ex art. 93 c.p.p. nel procedimento penale relativo al tentativo di estorsione ai danni della Cosedil, l’impresa guidata da Gaetano Vecchio che ha avuto il coraggio di denunciare un grave episodio di intimidazione mafiosa.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, ha portato alla luce una vicenda inquietante: una richiesta estorsiva di 250 mila euro avanzata nei confronti dell’azienda mentre questa era impegnata nella realizzazione di un’opera simbolo per la città, il risanamento dell’area di Fondo Fucile.
Un tentativo di piegare attraverso la paura un’impresa che opera nel rispetto delle regole e che contribuisce concretamente allo sviluppo del territorio e alla creazione di lavoro regolare.
La scelta della Cosedil di denunciare immediatamente quanto accaduto rappresenta un esempio di grande responsabilità civile e imprenditoriale. Una scelta che ha consentito alle forze investigative e alla magistratura di intervenire tempestivamente e che dimostra come la denuncia sia lo strumento più efficace per contrastare il fenomeno mafioso.
Per queste ragioni la Fillea CGIL ha ritenuto doveroso non limitarsi a una manifestazione di solidarietà, ma assumere un ruolo attivo all’interno del procedimento giudiziario, esercitando uno strumento previsto dall’ordinamento per rappresentare e tutelare gli interessi collettivi lesi da reati che colpiscono il mondo del lavoro, la libertà d’impresa e la legalità democratica.
Le organizzazioni mafiose non colpiscono soltanto gli imprenditori che resistono alle loro pretese criminali.
Colpiscono i lavoratori, i cantieri, l’economia sana e il futuro dei territori. Per questo la battaglia contro la mafia non può essere lasciata soli a magistrati e forze dell’ordine, ma deve vedere impegnati tutti i corpi intermedi della società, a partire dal sindacato.
«Quando un’impresa denuncia e non si piega al ricatto mafioso – dichiarano Mario Mancini, Segretario Generale della Fillea CGIL Messina, e Giovanni Pistorio, Segretario Generale della Fillea CGIL Sicilia – il sindacato ha il dovere di stare dalla sua parte. La nostra presenza nel processo rappresenta una scelta di campo chiara: siamo al fianco di chi difende il lavoro, la legalità e la dignità delle persone. La mafia prospera nell’isolamento delle vittime; la risposta deve essere la costruzione di un fronte largo e unitario
composto da lavoratori, imprese, associazioni, istituzioni e cittadini».
«Ringraziamo la Cosedil – proseguono Mancini e Pistorio – per aver consentito il nostro intervento nel procedimento. È un gesto che consolida una visione comune di come si deve stare di fronte al malaffare.
Continueremo a essere presenti in tutte le sedi, giudiziarie e sociali, per affermare che in Sicilia non c’è spazio per intimidazioni, estorsioni e condizionamenti mafiosi. La legalità non è uno slogan, ma una pratica quotidiana che va difesa con coraggio e con la partecipazione di tutti».




