Contestati, allo stato, omicidio colposo plurimo, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni e disastro colposo. Interrogatori fissati per l’inizio della prossima settimana

Sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta sul crollo della palazzina di via Giorgio La Pira, a Pistunina. La Procura della Repubblica di Messina ha notificato loro un’informazione di garanzia e un invito a comparire davanti al pubblico ministero per essere interrogate all’inizio della prossima settimana.
Le ipotesi di reato formulate, allo stato delle indagini, sono quelle di omicidio colposo plurimo, rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno, fattispecie nella quale rientra il disastro colposo.
La Procura, guidata da Antonio D’Amato, è intervenuta subito dopo il cedimento dell’edificio avvenuto nel pomeriggio del 30 luglio. Secondo quanto riportato nel comunicato, il crollo avrebbe lasciato sotto le macerie almeno sei persone. Tre corpi senza vita sono stati recuperati, mentre continuano le ricerche degli altri dispersi da parte dei Vigili del Fuoco, con il supporto dei Carabinieri.
Sotto sequestro l’edificio e l’area destinata alle macerie
Nell’immediatezza della tragedia è stato disposto il sequestro dell’area di via Giorgio La Pira numero 31, dove sorgeva la palazzina. Il provvedimento contiene specifiche prescrizioni per consentire la rimozione dei detriti e il loro trasferimento.
È stata sottoposta a sequestro anche l’area denominata “Parcheggio rosso dello Stadio comunale San Filippo”, individuata con ordinanza urgente del sindaco di Messina del 31 luglio per lo stoccaggio temporaneo delle macerie estratte dal luogo del crollo.
Gli accertamenti sono stati delegati ai Carabinieri del Comando provinciale di Messina, al Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asp e agli stessi Vigili del Fuoco.
Gli inquirenti verificano alcuni lavori nello stabile
Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda la possibile relazione tra il cedimento strutturale e alcuni lavori che, secondo quanto indicato dalla Procura, erano in corso nell’edificio.
Gli investigatori dovranno ricostruire nel dettaglio la dinamica del crollo, accertare la natura degli interventi eventualmente eseguiti, individuare chi li abbia disposti e verificare se abbiano avuto un ruolo nel cedimento della struttura.
Si tratta, tuttavia, di una linea investigativa ancora da verificare. La Procura precisa che l’iscrizione nel registro degli indagati e la convocazione per gli interrogatori rappresentano atti propri della fase preliminare e non comportano alcuna attribuzione definitiva di responsabilità.
L’informazione di garanzia, sottolineano gli inquirenti, consente alle persone coinvolte di conoscere le contestazioni provvisorie, nominare un difensore e partecipare agli accertamenti tecnici che potrebbero essere disposti.
La Procura richiama infine il principio della presunzione di innocenza: soltanto il processo e una sentenza irrevocabile potranno stabilire l’esistenza di eventuali responsabilità. Nel frattempo, mentre le ricerche proseguono tra ciò che resta dell’edificio, l’inchiesta entra nella fase decisiva per comprendere perché la palazzina sia crollata e se quella tragedia potesse essere evitata.




