Il Generale aggancia il Capitano al 5,3%, mentre la creatura di Cateno De Luca viene magicamente inghiottita dal buco nero dello zero virgola
Nel magico e nebuloso mondo dei sondaggi italiani, i partiti appaiono e scompaiono a seconda di come tira il vento o, forse, del foglio Excel di turno. L’ultima puntata di questo tele-teatro dell’assurdo ce la regala SWG S.p.A., che per conto della rete La7 ha appena sfornato le freschissime intenzioni di voto elaborate tra il 10 e il 15 giugno 2026. E qui, tra i 1.200 coraggiosi intervistati che hanno risposto (mentre ben 4.198 hanno riattaccato il telefono o chiuso la finestra del browser), si consuma una vera e propria tragicommedia politica con tanto di giallo finale.
Partiamo dalle certezze, o presunte tali, blindate da un margine d’errore del 2,8% che di per sé è più grande del bottino elettorale di metà dei partiti in lizza. Fratelli d’Italia cala dello 0,4% rispetto alla scorsa settimana, accomodandosi comunque al 27,9%. Insegue il Partito Democratico, che racimola uno zero virgola uno (+0,1%) fermandosi al 22,1%, e il Movimento 5 Stelle, che sale al 13,3% (+0,2%). Forza Italia avanza di un microscopico 0,2%, piazzandosi al 7,2%.
Ma il vero capolavoro, quello che farà passare notti insonni in Via Bellerio, si materializza a quota 5,3%. Futuro Nazionale, l’ultima creatura del generale Roberto Vannacci, in una sola settimana guadagna mezzo punto e aggancia, perfettamente al millimetro, la Lega. Il partito di Matteo Salvini perde intanto lo 0,3% e si ritrova con il fiato del Generale sul collo. Un pareggio che, per il Capitano, ha tutto il sapore di un de profundis politico.
Nel variopinto universo delle percentuali da prefisso telefonico, Alleanza Verdi e Sinistra galleggia stabile al 6,5%, l’Azione di Calenda fa un passo indietro dello 0,1% finendo al 3,5% e la corazzata di Renzi, Italia Viva, resta inchiodata al 2,4%. Seguono le briciole: +Europa cresce all’1,6%, Noi Moderati langue all’1,1% e la lista Ora! fa segnare un tondo 1,0%. Alla voce di chi, comprensibilmente, non si esprime (in calo dell’1%), troviamo un massiccio 27%.
Ed ecco servito il mistero. Spulciando il documento di SWG, sorge spontaneo un interrogativo degno della redazione di “Chi l’ha visto?”: che fine ha fatto Cateno De Luca? Solo 48 ore fa, il sondaggio realizzato dall’istituto Piepoli rilevava distintamente “Sud chiama Nord” tra le forze politiche in campo. Oggi, nei radar di SWG per La7, il movimento del vulcanico sindaco siciliano è stato letteralmente espunto, cancellato, vaporizzato. Nessuna traccia.
Come si spiega un’eclissi totale nel giro di due giorni? Possibile che l’intero elettorato di Sud chiama Nord sia stato improvvisamente fagocitato d’ufficio in quel misero 2,8% destinato al calderone delle “Altre Liste” (-0,2%)? O forse il cervellotico metodo misto CAWI, CATI e CAMI ha semplicemente ritenuto irrilevante la “singolarità politica” sbandierata ai quattro venti di De Luca? Resta il fatto che in Italia, per esistere politicamente, la realtà deve farsi certificare quotidianamente dai tele-imbonitori: in un sondaggio sei una forza in campo, in quello dopo non esisti più.
E intanto, il Generale Vannacci ringrazia, incassa e si prepara al sorpasso.





