Terzo attentato in pochi mesi contro l’azienda di Tommaso Dragotto. Distrutti undici mezzi, tra auto e furgoni. Il rogo si inserisce nella scia di intimidazioni che sta colpendo Palermo e la fascia occidentale della città
PALERMO – In fiamme ancora la Sicily by Car. Nella notte un incendio ha devastato il deposito dell’azienda in via San Lorenzo, a Palermo. Il rogo è divampato intorno alle due e ha coinvolto undici mezzi: nove auto e due furgoni. Le fiamme hanno distrutto tutto quello che si trovava nell’area interessata.
Le cause sono ancora in corso di accertamento, ma il contesto investigativo porta verso la pista dell’intimidazione. Una pista che pesa, perché quello di stanotte non è un episodio isolato. È il terzo attacco in pochi mesi contro la società di autonoleggio fondata da Tommaso Dragotto.
Lo stesso deposito di via San Lorenzo era già stato colpito nella notte tra il 20 e il 21 marzo scorso. In quell’occasione un commando composto da tre persone, secondo la ricostruzione degli investigatori, era entrato in azione sparando una raffica di Kalashnikov contro i mezzi parcheggiati. Quattro veicoli erano stati danneggiati. I colpi avevano raggiunto anche immobili vicini. Una sventagliata in piena città, con il rischio concreto di conseguenze ben più gravi.
Poi il secondo episodio. Il 27 maggio le fiamme avevano colpito la sede Sicily by Car di Villagrazia di Carini, inaugurata da poco. Una ventina le auto coinvolte, dieci completamente distrutte. Le telecamere avevano ripreso tre persone mentre scavalcavano la recinzione, cospargevano i cofani con liquido infiammabile e appiccavano il fuoco prima della fuga. Dragotto, dopo quell’attentato, aveva ribadito di non avere mai ricevuto richieste di pizzo e aveva annunciato l’intenzione di rafforzare la vigilanza nelle sedi dell’azienda.
L’incendio di stanotte allunga ora la scia. E arriva a ventiquattro ore dal tentativo di incendiare il ristorante-pizzeria Ulisse, in piazza Rossi, a Tommaso Natale. Anche quel locale era già stato preso di mira il 7 maggio, quando davanti all’ingresso era stata lasciata una bottiglia contenente liquido infiammabile. Nelle stesse ore un altro rogo aveva danneggiato un chiosco in allestimento sulla spiaggia di Vergine Maria.
La mappa delle intimidazioni si concentra nella parte occidentale di Palermo e lungo l’asse che porta verso l’aeroporto: San Lorenzo, Tommaso Natale, Sferracavallo, Vergine Maria, Villagrazia di Carini. Una sequenza che gli investigatori stanno leggendo nel quadro di una pressione criminale crescente contro attività economiche e commercianti.
Sul posto, nella notte, sono intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Le indagini sono affidate ai carabinieri. La Direzione distrettuale antimafia segue la scia degli episodi che nelle ultime settimane ha riacceso l’allarme sicurezza nel capoluogo.
Lunedì 15 giugno il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà a Palermo per partecipare al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. Una riunione convocata dopo la serie di incendi, avvertimenti e raid che sta mettendo sotto pressione il tessuto economico della città.
Il nuovo attentato alla Sicily by Car conferma che la soglia dello scontro si è alzata. Non più soltanto segnali. Non più soltanto minacce lasciate davanti alle saracinesche. Qui ci sono mezzi distrutti, aziende colpite, quartieri sotto pressione e imprenditori costretti a difendere il proprio lavoro dal ritorno della paura.




