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Messina, sarà smantellata la ciclabile dell’assurdo: tornano i parcheggi ma il conto lo paga il cittadino

- 11/06/2026

La marcia indietro è servita. E con essa, il paradosso tutto italiano (e molto messinese) del fare e disfare a spese della collettività. Quel tratto incomprensibile di pista ciclabile incuneato tra via Tommaso Cannizzaro e l’imbocco di via dei Mille, la cui logica è sfuggita ai più sin dal primo giorno, ha le ore contate. Verrà dismesso, chiudendo un’era di cordoli ingombranti. Ma se la sua realizzazione aveva presentato un conto salato alle casse pubbliche, anche la rimozione dei cantieri avrà un costo.

Il nuovo assetto della mobilità dolce prevede una deviazione che ridisegna la mappa urbana: le biciclette — per le quali resta l’incognita su quali e quante siano effettivamente a usufruire del percorso — potranno attraversare l’area pedonale di piazza Cairoli lato monte. Da lì, sfiorando l’isolato 227, si rimetteranno direttamente in marcia verso via Tommaso Cannizzaro.

A brindare per questa piccola “vittoria” urbana sono soprattutto gli automobilisti. La cancellazione di un’insensatezza durata anni restituirà infatti alla viabilità 50 metri di strada prima tenuti in ostaggio, traducibili in sei o sette preziosissimi posti auto. Un micro-respiro in un centro perennemente in debito d’ossigeno quando si tratta di sosta.

L’entusiasmo, però, si spegne non appena si guarda al colore delle strisce sull’asfalto: rigorosamente blu. I nuovi stalli saranno a pagamento, in perfetta linea con una pianificazione del centro città che non prevede alcuna oasi di sosta gratuita. È l’ennesima illogicità in riva allo Stretto: si ripristina il buon senso viario correggendo un errore del passato, ma il parcheggio, ancora una volta, non fa sconti a nessuno.