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Agrigento svolta a sinistra: Michele Sodano eletto sindaco con il 72,31%

- 08/06/2026

Decisivo il campo progressista costruito con Controcorrente, Partito Democratico e Casa Riformista. Battuto Dino Alonge, fermo al 27,69%. Affluenza in calo al 41,03%

Agrigento cambia pagina. Michele Sodano è il nuovo sindaco della città dei Templi. Il candidato del centrosinistra ha vinto nettamente il ballottaggio contro Dino Alonge, sostenuto da una parte del centrodestra, conquistando il 72,31% dei voti. Alonge si è fermato al 27,69%.

Il dato è politico prima ancora che numerico. Per la prima volta nella storia Agrigento sarà amministrata da un sindaco progressista. Una svolta in una città che, prima dell’elezione diretta, era stata terreno consolidato della Democrazia cristiana e, dagli anni Novanta in poi, dei suoi eredi politici. Negli ultimi decenni il capoluogo era rimasto uno dei bacini più solidi del centrodestra siciliano, tra Forza Italia, Udc, autonomisti e altre sigle dell’area moderata e conservatrice.

La vittoria di Sodano nasce da un’alleanza larga, costruita attorno a Controcorrente, il movimento del deputato regionale Ismaele La Vardera, al Partito Democratico e a Casa Riformista. Un asse politico che ha saputo aggregare consenso, intercettare il voto di cambiamento e trasformare il ballottaggio in un referendum sull’alternanza.

Sodano, ex Movimento 5 Stelle e oggi figura di riferimento dell’area progressista agrigentina, era arrivato al secondo turno dopo avere sfiorato l’elezione immediata. Al primo turno si era fermato al 39,1%, a pochi passi dalla soglia necessaria per chiudere la partita senza ballottaggio. Dino Alonge, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e autonomisti, aveva ottenuto il 34,7%. Terzo Luigi Gentile, appoggiato da Lega, Democrazia cristiana e Noi Moderati (e Sud chiama Nord), con il 14%, senza poi procedere ad apparentamenti formali.

La divisione del centrodestra ha pesato. Agrigento è arrivata al voto con un fronte moderato e conservatore frammentato, incapace di presentarsi compatto già al primo turno e poi di ricomporsi pienamente al ballottaggio. Una frattura che ha aperto spazio alla proposta di Sodano, sostenuta da una coalizione più riconoscibile e capace di parlare alla città con il tema del cambiamento amministrativo.

Davanti al comitato elettorale di viale Della Vittoria, il neo sindaco ha ringraziato gli elettori e gli avversari. “Ringrazio tutti gli agrigentini che oggi hanno scelto di sostenere questo nuovo progetto di una comunità politica che vuole guidare Agrigento verso la nuova primavera. Un ringraziamento e un gesto di rispetto va anche a tutti i nostri competitor con cui ci siamo sfidati in questa campagna elettorale”, ha dichiarato Sodano durante i festeggiamenti.

Poi la frase che segna l’inizio della nuova fase: “Adesso comincia il bello, il bello sarà ricostruire la nostra Agrigento”.

Il voto consegna al nuovo sindaco un mandato ampio, ma dentro un quadro di partecipazione ridotta. Al ballottaggio l’affluenza definitiva si è fermata al 41,03%. Hanno votato 21.035 elettori su 51.267 aventi diritto. Rispetto al primo turno, quando l’affluenza era stata del 59,1%, il calo è stato di 18,16 punti percentuali.

È il dato che accompagna la vittoria e ne indica anche la prima sfida: ricostruire un rapporto con una parte consistente di città rimasta lontana dalle urne. Sodano eredita un risultato storico, ma anche un’attesa alta. Agrigento ha scelto una rottura con il passato politico recente. Ora il nuovo sindaco dovrà trasformare il successo elettorale in governo, tenendo insieme le anime della coalizione e affrontando i nodi amministrativi di una città che chiede servizi, programmazione e credibilità.

La stagione progressista di Agrigento comincia da una vittoria larga. Da domani, però, inizierà la prova più difficile: dimostrare che il cambiamento annunciato può diventare amministrazione concreta.