L’ultimatum di Sciacca alle istituzioni: «Opere precarie e rifiuti, intervenite o andiamo dai magistrati»
MESSINA – Doveva essere il «polo strategico» per l’economia locale, il motore capace di attrarre investimenti e garantire occupazione. Invece, l’area industriale ex Asi (oggi sotto l’egida Irsap) rischia di trasformarsi in una terra di nessuno, sospesa tra degrado ambientale e rischi per la sicurezza pubblica. A rompere gli indugi è il Comitato Civico Messina 3S (Sviluppo, Sostenibilità e Sicurezza) presieduto da Gaetano Sciacca, che ha inviato una diffida formale a tutti i livelli istituzionali: dal Comune alla Regione, fino al Ministero dell’Ambiente e ai Carabinieri del nucleo ecologico.
Il documento è un atto d’accusa che non lascia spazio a interpretazioni. Le fotografie allegate al dossier raccontano di un’area dove il decoro è un ricordo lontano: veicoli abbandonati, rifiuti accatastati lungo i marciapiedi e recinzioni divelte. Ma a preoccupare l’ex ingegnere capo del Genio Civile, oggi alla guida del comitato, sono le infrastrutture idrauliche.

Nel mirino c’è il ponte di accesso sull’alveo del torrente Larderia, che versa in condizioni di «precarietà manutentiva», e il canale di raccolta delle acque limitrofo, il cui stato di abbandono rappresenta, secondo il Comitato, un potenziale innesco per emergenze igienico-sanitarie e di sicurezza idraulica. C’è un nodo politico e urbanistico che va oltre la semplice manutenzione. Il Comitato Messina 3S punta l’indice contro una promessa tradita: la mancata realizzazione della strada sulla sponda destra idraulica del torrente Larderia. Un’arteria che, sulla carta, avrebbe dovuto collegare l’area industriale agli svincoli autostradali della A18 e A20 e alla Statale 114, rompendo l’isolamento del comparto. Senza questo sbocco, l’intera zona industriale — pur prevista dal Piano Regolatore come fulcro dell’espansione produttiva — rimane un’incompiuta, incapace di quella «reale valorizzazione» necessaria per convincere gli imprenditori a scommettere sul territorio
La richiesta alle autorità è perentoria: servono manutenzione immediata, bonifica del canale e, soprattutto, l’avvio della progettazione per la viabilità mancante. Ma questa volta non è solo un appello. Sciacca avverte che, in caso di inerzia, scatterà la segnalazione all’Autorità Giudiziaria.
Perché tra i capannoni e il torrente, avverte il Comitato, la situazione attuale configura ormai un «potenziale rischio per la pubblica sicurezza».














