MESSINA, 02 FEB – “Piove e la città annega tra fango e detriti trascinati a valle dai suoi torrenti. Le immagini che stiamo ricevendo da più parti sulla situazione a Zafferia, con il rischio del crollo del torrente, da Ponte Schiavo, da San Filippo, Bisconte, dalla circonvallazione tutta, e non ultima la tragicomica visione della via Don Blasco inaugurata da poco e sommersa ancora una volta di acqua, ci confermano che questa amministrazione non si vuole occupare della messa in sicurezza del suo territorio”. Lo dichiara la senatrice messinese Dafne Musolino.
QUEI TORRENTI TOMBATI CON I PARCHEGGI SOPRA
“Al contrario – continua la senatrice di Italia Viva – proprio per non dover ammettere la pericolosità della realizzazione di aree di parcheggio posizionate su torrenti tombati, a breve riceveremo la consueta spiegazione che i fenomeni di allagamento sono dovuti alle copiose precipitazioni che si sono concentrate in poche ore, ricorrendo al consueto esempio del lavandino riempito d’acqua con uno scarico troppo piccolo per svuotarsi rapidamente.
Al netto degli esempi che poco interessano ai cittadini, ciò che emerge è che di fronte al mutare degli eventi climatici, che certamente si caratterizzano con piogge intense e concentrate in un breve lasso di ore, l’amministrazione non ha saputo adottare alcuna opera correttiva e man che mai di prevenzione.
Tutta la città, con i rilievi collinari alle spalle dai quali scendono i corsi d’acqua, si trova esposta ad un fenomeno di allagamento in cui la rete imbrifera non riesce evidentemente a contenere il volume e la potenza delle precipitazioni.
QUALI INTERVENTI?
L’Amministrazione chiarisca alla città che cosa sta facendo per gestire questi fenomeni che sono sempre più violenti e ricorrenti, spieghi quali opere ha realizzato e quali intende realizzare e soprattutto risponda alla domanda che molti cittadini si pongono da tempo. Una città attraversata da torrenti, ad alto rischio sismico e con fenomeni climatici che la espongono sempre più spesso al rischio di allagamento di intere zone, non dovrebbe lasciare liberi i torrenti tombati per consentire lo svolgimento della loro naturale funzione di deflusso delle acque meteoriche monte/mare? È stato indagato un modello di previsione che abbia considerato il rischio di una esondazione con i torrenti intralciati dalle macchine posteggiate nei parcheggi di interscambio? La città attende le risposte e non ci accontenteremo del consueto rimpallo di responsabilità, né di una minimizzazione dei rischi.” conclude la senatrice Dafne Musolino.




