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Scontro in Atm Messina, l’affondo dell’Ugl: «Sindacalisti AI e professionisti del salto della quaglia»

- 08/05/2026

Se il clima sindacale all’interno dell’Atm di Messina era già incandescente a renderlo, se possibile, ancora più teso, alzando ulteriormente i toni ci ha pensato l’UGL Autoferro con una durissima nota diffusa l’8 maggio 2026 dal coordinatore regionale Sebastiano Banafede. Il documento, recapitato ai lavoratori e per conoscenza ai vertici aziendali , si scaglia contro i sindacati promotori degli scioperi, accusandoli di incoerenza opportunistica e, in una singolare svolta tecnologica.

Il sindacato ‘artificiale’: se il cuore non batte, ci pensa l’algoritmo” è il titolo scelto da UGL per la lettera inviata ai lavoratori ed alle lavoratrici. “Il fatto che abbiate usato un’intelligenza artificiale per scrivere la vostra nota la dice lunga.- scrive UGL – Un computer non conosce il sacrificio di chi sta al volante, non conosce la storia dei depositi e non prova imbarazzo per la vostra incoerenza. Noi scriviamo col cuore e con la faccia; voi con un algoritmo per nascondere che, tolte le offese, non vi è rimasto nulla in mano”.

L’Ugl definisce i propri ex compagni di tavolo come «professionisti del salto della quaglia», accusandoli di aver sfruttato la tessera sindacale alla stregua di un “ascensore sociale“. Il documento descrive una dinamica di puro opportunismo: sfruttare l’impegno di un sindacato per ottenere scatti di parametro, incassare il beneficio personale, e poi scappare in altre sigle iniziando a “sputare nel piatto dove si è mangiato”.

A rendere il quadro ancora più velenoso è la precisazione sui presunti vantaggi personali e avanzamenti di parametro, che l’Ugl segnala essere «oggi al vaglio delle autorità competenti». Il sindacato di Banafede rivendica di metterci sempre il nome e la faccia agendo “alla luce del sole” , in contrapposizione a chi preferirebbe le “manovre d’ufficio” e i “giochi di rimessa” per condizionare la gestione di turni e officine. Il sospetto sollevato è che il vero nervosismo delle sigle rivali nasca proprio dal fatto di non poter più gestire a piacimento questi meccanismi interni all’Atm.

“In Atm – avverte l’Ugl – i lavoratori hanno la memoria lunga e sanno distinguere chi si spende per il bene comune da chi ha costruito un’intera carriera sindacale sulle convenienze e sugli scambi, salvo poi travestirsi improvvisamente da ‘paladino della lotta’ dietro slogan di facciata“. UGL conclude la lettera con una precisazione: «La dignità non si compra con un parametro e non si scrive con un bot». Un messaggio che fa prefigurare un autunno (e un’estate) ancora più calda rispetto a come già si prospettava sul fronte dei trasporti messinesi