
L’Amministrazione Comunale neo-riconfermata ritiene che si debba acriticamente “credere” a qualsiasi cosa venga prospettata o proclamata sul piano comunicativo. E ciò basandosi sul fatto che la maggioranza dei cittadini e delle cittadine messinesi che si sono recati alle urne ha dimostrato di propendere per una “realtà virtuale” narrata rispetto a una “realtà fattuale” vissuta giorno per giorno.
Ed il primo caso emblematico di questo nuovo metodo è quello che riguarda il problema annoso e irrisolto dell’acqua, o meglio della sospensione dell’approvvigionamento idrico per 24 ore nelle zone periferiche e per un periodo maggiore in altre zone, che quotidianamente ricevono una “razione” di acqua pubblica limitata a pochissime ore di mattina. Zone in cui gli utenti sono costretti a ricorrere ad autoclave e pompe di sollevamento e all’utilizzo dei serbatoi, con un aumento delle spese.
E ciò continua ad avvenire periodicamente in attesa di quella “formuletta magica” dell’H24 promessa dall’Amministrazione De Luca nel 2018, successivamente reiterata dal Sindaco Basile nel 2022.
Favoletta per creduloni che non tiene conto della fatiscenza delle tubature e dei raccordi, che portano a una notevole perdita di liquido, e che si scontra con una realtà ben diversa, fatta di continui interventi di manutenzione che causano il fermo delle pompe che alimentano l’acquedotto del Fiumefreddo.
Un acquedotto che è un’infrastruttura idrica di carattere provinciale e che va attenzionato costantemente, programmando un piano di interventi per ridurre il rischio di criticità sull’intera rete di distribuzione. Si è ipotizzato anche che gli interventi effettuati nei vari territori comunali potessero riguardare il bypass realizzato da poco sulla condotta del Fiumefreddo, per prelevare acqua destinata a Messina inviandola agli impianti di altri Comuni. E ciò perché, quando tale bypass necessita di interventi, è necessario chiudere l’acqua per Messina.
Ma dato che i vari interventi effettuati hanno ogni volta costi elevati, e si prospetta un periodo di caldo anomalo che potrebbe portare a lunghi periodi di siccità, e dato che la questione della carenza idrica continua a riproporsi, sarebbe opportuno che una problematica così importante per la vivibilità dei cittadini messinesi — con tutti i problemi igienici e sanitari che ne potrebbero derivare — non venga lasciata ai comunicati stampa aziendali o alle solite rassicurazioni del Sindaco, ma divenga oggetto di attenzione da parte del nuovo Consiglio Comunale, che è la sede più appropriata per un confronto istituzionale sui vari programmi e progetti di gestione di una risorsa di cui non si può fare a meno. Consiglio Comunale che, svolgendo il suo ruolo di organismo di controllo e indirizzo, dovrebbe analizzare i Piani Operativi Annuali e Triennali presentati dall’AMAM nel corso degli ultimi anni, verificare i risultati raggiunti e pianificare i prossimi obiettivi nella direzione della continuità e affidabilità della fornitura e della qualità dell’acqua erogata alle famiglie e alle imprese messinesi.
Un confronto quanto mai opportuno, che potrebbe portare anche a un bagno di sano realismo, ufficializzando la rinuncia al “miraggio” dell’H24 che, alla luce di quanto i messinesi continuano a sperimentare, appare sempre più una sorta di pubblicità ingannevole e beffarda.
Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “RispettoMessina”




