L’estate messinese si fa rovente, non solo per le temperature che stringono la città in una morsa di calore, ma anche per i ritmi del cantiere del Mercato Vascone. I commercianti, storici inquilini della struttura attualmente chiusa per ristrutturazione, si ritrovano oggi confinati nei loro stand provvisori allestiti nell’area di parcheggio antistante il Gran Camposanto. Una sistemazione temporanea che, alla luce dei nuovi sviluppi burocratici e tecnici, imporrà un’ulteriore prova di pazienza.
La perizia di variante e l’allungamento dei tempi
Il Comune ha recentemente dato il via libera a una perizia di variante e suppletiva, un intervento integrativo divenuto indispensabile per garantire il completamento della riqualificazione. La decisione di procedere con questa modifica progettuale, come precisato dagli uffici tecnici, nasce per fronteggiare alcune criticità strutturali emerse a cantiere aperto, classificate come circostanze “impreviste e imprevedibili”.
L’impresa aggiudicataria, la S.L. Infrastrutture, si è già impegnata a eseguire i lavori aggiuntivi richiesti. La conseguenza più diretta e tangibile è lo slittamento della data di consegna: l’accordo prevede infatti una proroga di trenta giorni sui tempi originariamente stimati, spostando il traguardo per l’ultimazione del cantiere dal 31 luglio al 31 agosto.
I nuovi numeri dell’operazione
Il quadro economico dell’appalto ha subito un necessario e sostanzioso aggiornamento per coprire i costi della variante. Il nuovo provvedimento prevede impegni di spesa per ulteriori 238.287 euro in favore dell’impresa esecutrice. A questa somma si sommano 41.225 euro destinati al direttore dei lavori, l’ingegnere Adriano Manera, per la redazione della perizia, e 3.528 euro riservati agli incentivi per le funzioni tecniche del personale comunale coinvolto.
Con quest’ultimo atto aggiuntivo, l’impegno contrattuale complessivo lievita a 1.258.121 euro. Una cifra certamente importante, che rimane tuttavia saldamente entro i confini normativi tracciati dal Codice degli Appalti, non eccedendo il limite del 50 per cento del valore del contratto iniziale.
Tra politica e tacito assenso
Sullo sfondo di questa dilatazione dei tempi e dei costi si staglia la cornice amministrativa cittadina, con l’assessore Massimo Finocchiaro riconfermato in giunta e saldo al timone delle deleghe alle Attività Produttive e Promozionali, crocevia fondamentale per le sorti del commercio locale.
Mentre la data per la consegna dell’opera finita e collaudata si allontana, resta il paradosso di un disagio vissuto ma non contestato. L’ironia della sorte vuole che proprio i commercianti, oggi costretti a prolungare la loro permanenza sull’asfalto rovente, siano gli stessi che durante l’ultima campagna elettorale avevano accolto il sindaco Federico Basile a braccia aperte, senza colpo ferire e senza pretendere particolari garanzie sulle tempistiche. Un atteggiamento che, di fronte a quest’ennesimo ritardo, lascia trasparire una serafica rassegnazione: evidentemente, a loro sta bene così.




