Alessandro Basso e Loris Bazzo si sono scambiati le fedi a Villa Cattaneo davanti a 550 invitati. A unirli civilmente il 90enne ex sindaco Alvaro Cardin.
Eleganti, in abito blu e papillon, sono arrivati con largo anticipo alla barchessa di Villa Cattaneo, passeggiando a braccetto con l’anziano genitore. L’emozione palpabile, poi lo scambio degli anelli e quel respiro di sollievo, carico di gioia, mostrato a tutti insieme alle fedi: «È fatta».
Alessandro Basso e Loris Bazzo hanno coronato il loro sogno. Entrambi primi cittadini, entrambi espressione del centrodestra. Basso è alla guida del comune di Pordenone in quota Fratelli d’Italia, mentre Bazzo amministra Carlino per la Lega. Un dettaglio, quello dell’appartenenza politica, che nel giorno della loro unione civile passa in secondo piano, pur offrendo uno spunto di riflessione sociale che i due protagonisti non mancano di evidenziare con orgoglio.
«Siamo la dimostrazione di quanto il tema dei diritti sia sentito e di come la destra sia avanti un passo. La politica la lasciamo da parte, ma rappresentiamo anche questo nella nostra normalità e semplicità».
A sancire l’unione di fronte a un parterre imponente di oltre 550 invitati, accompagnati dalle note di un’orchestra dal vivo, è stato l’ex primo cittadino Alvaro Cardin. A novant’anni compiuti, Cardin ha indossato la fascia tricolore per un’occasione speciale, affrontando il rito con lucidità e pragmatismo istituzionale: «È la prima volta che celebro un matrimonio di questo tipo. Le polemiche sono inevitabili però, senza drammi».
Una giornata in cui la rivendicazione dei diritti ha preso la forma più pacata e universale possibile: quella della quotidianità. Tra sorrisi, musica e la cornice suggestiva della villa, l’unione di Basso e Bazzo racconta una normalità capace di superare le etichette, ribadendo che a fare la differenza, alla fine, è la forza serena degli affetti.




