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Stalking via social e dirette streaming: ai domiciliari Aurelio Coppolino. Tra le vittime Calderone e Alfano

- 21/06/2026

Un’attività sistematica e martellante fatta di dirette streaming, video e post sui social network, finalizzata a denigrare e offendere diversi soggetti pubblici. Con le accuse di molestie e atti persecutori, la Polizia ha eseguito oggi una misura cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a carico di Aurelio Coppolino, 44enne originario di Barcellona Pozzo di Gotto.

L’uomo è stato rintracciato e fermato a Olbia, in Sardegna, dove si trovava al momento dell’intervento degli agenti. L’ordinanza è stata firmata dal gip Giuseppe Caristia, su richiesta della Procura di Barcellona guidata da Giuseppe Verzera e con il coordinamento del sostituto procuratore Michele Scaglione.

L’inchiesta e il sequestro dei dispositivi informatici

L’indagine, durata diversi mesi, ha preso le mosse dalla querela presentata dal deputato e avvocato barcellonese Tommaso Calderone, bersaglio di una serie di condotte ritenute gravemente lesive della sua sfera personale e professionale.

Gli investigatori hanno passato al setaccio ore di contenuti diffusi online, conducendo complesse attività di riscontro tecnico-informatico. Secondo l’impianto accusatorio, Coppolino avrebbe continuato imperterrito nella sua campagna denigratoria anche dopo i primi interventi delle autorità, che avevano già portato all’oscuramento di profili e canali social a lui riconducibili.

Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, gli agenti hanno perquisito diverse abitazioni e pertinenze tra Olbia e Barcellona Pozzo di Gotto, sequestrando un ingente quantitativo di materiale: computer, smartphone e supporti di archiviazione digitale che saranno ora sottoposti ad attenti accertamenti forensi da parte dell’autorità giudiziaria.

Le restrizioni imposte dal Gip

Oltre ai domiciliari e all’applicazione del braccialetto elettronico, il giudice ha disposto per il 44enne un pacchetto di misure estremamente stringenti per spezzare la catena degli attacchi virtuali: Divieto assoluto di utilizzo di qualsiasi social network e strumento di comunicazione telematica. Divieto di contatto con qualsiasi soggetto diverso dai propri familiari conviventi e dal difensore di fiducia.

Le reazioni: il sollievo di Falcone e la rabbia di Alfano

La notizia dell’arresto ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico, a partire dall’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, che ha espresso vicinanza al collega di partito: «Accolgo con soddisfazione la notizia che riguarda l’amico Tommaso Calderone. Dopo mesi difficili, questo atto contribuisce a restituire serenità a lui e alla sua famiglia, riaffermando pienamente la dignità dell’uomo e il prestigio del professionista, il cui rigore, la correttezza e il senso delle istituzioni sono indiscutibili».

Altrettanto netta e carica di rabbia è la presa di posizione di Sonia Alfano, anch’ella finita nel mirino delle dirette social dell’indagato. L’ex europarlamentare descrive la vicenda come «un baratro di dolore» e «un massacro psicologico» subito insieme alla sua famiglia. Alfano definisce “infamanti” le accuse e gli insulti ricevuti durante questo periodo di attacchi alla sua storia personale e politica, arrivando a ipotizzare che dietro questa prolungata campagna vi sia stata «una regia politica e mafiosa» strutturata per delegittimarla. Ha infine annunciato l’intenzione di intraprendere azioni legali non solo contro l’autore dei video, ma anche contro chiunque abbia condiviso o supportato attivamente le dirette incriminate con commenti positivi.