Mentre il sindaco Federico Basile, fresco di rielezione, ha legittimamente provveduto a farsi liquidare l’indennità di fine mandato per una cifra che sfiora i 49 mila euro, la macchina amministrativa comunale ribolle di malcontento. Un contrasto stridente che ha acceso la miccia della protesta sindacale a Palazzo Zanca, dove la tensione tra i dipendenti e l’amministrazione è ormai ai livelli di guardia.
L’ombra della condotta antisindacale e i tagli ai fondi
L’ipotesi, tutt’altro che remota, è che nelle prossime settimane le sigle Fp Cgil, Csa, Silpol e Uil Fpl trascinino l’amministrazione comunale in tribunale. L’accusa è pesante: comportamento antisindacale.
Il casus belli è il mancato pagamento del salario accessorio relativo al 2024 e il blocco delle Posizioni Economiche Organizzative (Peo) per il 2025. A far traboccare il vaso è stata la linea dettata dal segretario generale del Comune, Rossana Carrubba. Rispetto alla gestione del predecessore Salvo Puccio, i fondi destinati proprio alle Peo sono stati “tagliati” del 50%, una sforbiciata che ha inevitabilmente scatenato le ire dei rappresentanti dei lavoratori.
Assemblea infuocata e servizi interrotti
La protesta è culminata oggi in un’assemblea all’interno del municipio, che ha causato l’interruzione delle attività lavorative per diverse ore. Al tavolo non c’era solo la “vecchia guardia” dei dipendenti storici, ma anche una nutrita rappresentanza dei nuovi assunti vincitori dell’ultimo concorso comunale, inclusi gli agenti della Polizia Municipale. Un segnale chiaro di come il malessere sia trasversale e colpisca l’intera ossatura dell’ente.
Di fronte allo stato di agitazione e al rischio paralisi, il sindaco Basile sembra intenzionato a correre ai ripari. Secondo quanto trapelato, a margine della riunione il primo cittadino riceverà le organizzazioni di categoria nel tentativo di trovare una via d’uscita e disinnescare la protesta prima che degeneri in un muro contro muro giudiziario.
La lista delle richieste
Il pacchetto di rivendicazioni presentato dai sindacati è denso e mira a sbloccare una serie di spettanze ormai in forte ritardo. Sul tavolo del primo cittadino arriveranno richieste precise e non più prorogabili:
- Arretrati e Fisco: La liquidazione delle spettanze arretrate della PEO 2023 (relative al 2025), chiedendo l’applicazione dell’aliquota Irpef agevolata per la tassazione separata.
- Adeguamenti mensili: La regolarizzazione immediata dell’incremento mensile negli stipendi a partire dal mese di gennaio.
- Sblocco delle progressioni: La pubblicazione della graduatoria provvisoria della Peo 2024, il cui termine è ampiamente scaduto lo scorso 31 dicembre 2025, e il contestuale avvio delle selezioni per la Peo 2025.
- Produttività: La corresponsione della Performance 2024, rimasta finora congelata con la motivazione di dover far fronte alla regolarizzazione contabile di altri istituti.
- Indennità pendenti: La liquidazione di tutte le voci accessorie maturate nel 2025, tra cui le indennità di responsabilità, di funzione, di lavoro esterno e per le condizioni di lavoro.
Il nodo da sciogliere è ora prettamente finanziario e politico. Se da un lato l’amministrazione ha garantito l’erogazione tempestiva delle indennità di mandato ai propri vertici, dall’altro la tenuta dei conti burocratici sta bloccando il salario accessorio di chi manda avanti la macchina comunale ogni giorno. La palla passa ora al tavolo tra Basile e i sindacati per capire se l’amministrazione troverà le coperture o se l’autunno di Palazzo Zanca sarà segnato dalle carte bollate.




