La sesta edizione degli indici generazionali del Sole 24 Ore restituisce una fotografia cruda della Sicilia, un’Isola in affanno nel garantire servizi e opportunità ai propri cittadini.
E in questo scenario già complesso, Messina si distingue in negativo, rimanendo ancorata alle ultimissime posizioni in tutte le classifiche dedicate alle diverse fasce d’età.
I 60 indicatori analizzati — che misurano dalla presenza di reti sociali all’accessibilità dei servizi essenziali e delle farmacie entro 15 minuti a piedi — confermano i ritardi infrastrutturali e le carenze che penalizzano il territorio siciliano rispetto al resto del Paese.
L’infanzia: l’Isola in coda, Trapani ultima in Italia
Per i più piccoli, l’Isola si conferma un territorio avaro di spazi e servizi adeguati. Le province siciliane occupano quasi in blocco il fondo della graduatoria nazionale. Se Trapani chiude l’intera classifica italiana al 107° posto, le altre città non riescono a invertire la tendenza: Siracusa si piazza 95ª, seguita a stretto giro da Messina al 98° posto.
Ancora più giù Ragusa (103ª), Palermo (104ª) e Catania (106ª). Un quadro che evidenzia la drammatica mancanza di un tessuto urbano a misura di bambino in tutta la regione.
Fuga inevitabile: giovani senza prospettive
La situazione si mantiene fortemente critica analizzando la fascia dai 18 ai 35 anni. L’accesso alla casa, l’offerta culturale e, soprattutto, le opportunità lavorative restano l’anello debole per gran parte del territorio regionale. Palermo guida la retroguardia siciliana al 94° posto, seguita da Messina (99ª), Siracusa (100ª) e Catania (102ª). Per la città dello Stretto, in particolare, la penultima posizione regionale certifica le difficoltà sistemiche che alimentano la continua emorragia di talenti verso altre latitudini.
Terza età: il balzo di Catania e la crisi di Messina
Lo scenario offre qualche chiaroscuro solo quando si guarda alla qualità della vita degli over 65. In questo caso, l’Isola mostra dinamiche contrastanti. Catania rappresenta l’unica vera eccezione positiva, conquistando il 22° posto nazionale e dimostrando una migliore tenuta dei servizi per gli anziani, seguita a distanza da Palermo al 42°.Tuttavia, questo sprazzo di welfare non sfiora Messina. La provincia peloritana si arena infatti al 97° posto, confermando un deficit strutturale nell’assistenza e nelle reti di supporto relazionale anche per la terza età, trovandosi alle spalle anche di Trapani (91ª).Il quadro che emerge per la Sicilia, e per Messina in modo ancora più marcato, richiede urgenti politiche di investimento capaci di intervenire sulle fasce di popolazione più esposte, in un territorio che oggi fatica a trattenere chi cresce e a proteggere chi invecchia.




