RICHIESTA CONVOCAZIONE URGENTE DEI CAPIGRUPPO.

Il gruppo consiliare “CambiAmo Capo”, attraverso il suo capogruppo Renato Carlo Mangano, ha depositato in data odierna un’istanza urgente per la convocazione della Conferenza dei Capigruppo. Al centro della contestazione, la gestione dell’alienazione dell’immobile “ex ITCG Merendino”, che rischia di trasformarsi in un pesantissimo debito fuori bilancio per le casse comunali.
La società aggiudicataria, Agatirno Immobiliare s.r.l., ha infatti notificato un formale recesso dal contratto, richiedendo il pagamento di € 251.610,00 (il doppio della caparra confirmatoria), eccependo presunte nullità e vizi procedurali che, secondo la società, sarebbero stati “ampiamente noti” all’Amministrazione e ai funzionari comunali durante l’ultimo triennio di trattative.
“Siamo davanti a un paradosso inaccettabile” – dichiara il capogruppo Renato Carlo Mangano. “Da anni denunciamo, con atti ispettivi puntuali e articolati, le criticità di questa procedura. Siamo stati sistematicamente rassicurati dall’Amministrazione Ingrillì, che ha sempre minimizzato i rischi. Oggi i fatti ci danno ragione, ma a pagare rischiano di essere i cittadini di Capo d’Orlando.”
Il gruppo “CambiAmo Capo” punta il dito anche contro l’atteggiamento del Collegio dei Revisori dei Conti. “Nonostante le nostre reiterate richieste di intervento e assistenza tecnica, abbiamo riscontrato una mancanza di determinazione nell’attività di vigilanza, che non è stata sufficientemente incisiva a tutela degli equilibri finanziari dell’Ente.”
Le richieste di “CambiAmo Capo”:
Trasparenza Totale: Acquisizione immediata di tutti i verbali delle riunioni intercorse tra il Comune e la società negli ultimi tre anni per capire chi sapeva e cosa è stato concordato.
Tutela del Patrimonio: Esecuzione immediata dell’incameramento della cauzione (come già intimato dalla Segretaria Generale lo scorso 8 aprile) per bloccare le pretese risarcitorie della società.
Responsabilità: Individuazione delle responsabilità politiche per evitare che il danno erariale ricada sulla collettività o sui consiglieri che hanno operato correttamente.
Il comunicato è stato inviato per conoscenza anche a S.E. il Prefetto di Messina, affinché vigili sulla correttezza degli atti amministrativi e sulla salvaguardia del bilancio comunale.
“Non permetteremo che il silenzio o l’inerzia amministrativa gravino ancora una volta sulle tasche dei contribuenti. Chiediamo risposte chiare e l’immediata attuazione delle procedure di autotutela,” conclude Mangano.




