Reggio Calabria — È l’immagine di una strada buia, la paura di essere seguiti e, all’improvviso, il sollievo nel vedere un’uniforme. È con questa potente metafora che il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha aperto a Reggio Calabria le celebrazioni per il 212° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Una giornata solenne, segnata dal Giuramento del 144° corso formativo e dalla tradizionale consegna degli Alamari, che ha visto la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La presenza dello Stato e il messaggio ai giovani

«In quel momento non si conosce volto, nome o storia di chi indossa quell’uniforme. Si sa solo una cosa: lì si troverà protezione, una mano tesa, la presenza dello Stato», ha sottolineato Crosetto, rivolgendosi ai giovani allievi. Un discorso incentrato sul valore del servizio e sulla tangibilità delle Istituzioni, che «non sono entità astratte: camminano sulle gambe delle donne e degli uomini che le servono. Crescono grazie al loro esempio e conquistano rispetto e fiducia dei cittadini attraverso il sacrificio quotidiano».
Il passaggio di status per i nuovi effettivi porta con sé oneri pesantissimi, che il Ministro non ha esitato a ricordare ai ragazzi schierati: «Arriveranno momenti di difficoltà, incertezza e debolezza. Quando accadrà, ricordate questo giorno, l’uniforme che indossate e i valori che rappresenta. Ognuno di noi sarebbe disposto a sacrificarsi per i propri figli, ma pochi lo farebbero per i figli degli altri». Una scelta radicale, ha evidenziato Crosetto, perché i Carabinieri hanno scelto di «mettere a disposizione il bene più prezioso, la propria vita, anche per persone che non conosceranno mai». Ed è per questo che il Governo era schierato a Reggio Calabria: «Non per ricevere applausi, ma per rendere omaggio, con rispetto e gratitudine, a chi ha servito il Paese fino all’estremo sacrificio».
Il parterre istituzionale e la memoria

Ad ascoltare le parole del Ministro c’era un ampio parterre istituzionale e militare. Oltre alla premier Meloni, hanno presenziato il Sottosegretario alla Difesa Senatrice Isabella Rauti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Luciano Portolano e il Comandante Generale dell’Arma Generale Salvatore Luongo. Nutrita anche la rappresentanza dell’esecutivo, con i Ministri Matteo Piantedosi (Interno), Marina Elvira Calderone (Lavoro) e Paolo Zangrillo (Pubblica Amministrazione). Molti anche i parlamentari in rappresentanza delle forze politiche di opposizione tra i quali la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino e il deputato di Sud chiama Nord Francesco Gallo.

Prima della formula di rito, la piazza ha ascoltato l’intervento del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, in rappresentanza del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare. Il momento di maggiore commozione si è registrato però durante la consegna delle onorificenze: la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria è stata conferita al Maresciallo Carlo Legrottaglie, caduto sotto i colpi di arma da fuoco meno di un anno fa, il 12 giugno 2025, durante il drammatico inseguimento di una banda di rapinatori tra Francavilla Fontana e Grottaglie. Spazio anche per le eccellenze in servizio, con riconoscimenti agli atleti militari promossi per meriti eccezionali e i premi annuali destinati ai Comandanti di Stazione.
Lo spettacolo finale sullo Stretto

La cerimonia si è chiusa con un dispiegamento operativo che ha tenuto con il fiato sospeso i presenti e ha trasformato lo specchio d’acqua in un teatro d’azione. Le forze speciali dell’Arma hanno simulato uno spettacolare blitz antiterrorismo a bordo di una nave traghetto di RFI, ipotizzata in preda a un commando, e abbordata simultaneamente con mezzi aerei e acquatici.
A sigillare la giornata, i cieli si sono colorati di tricolore: sei carabinieri paracadutisti si sono lanciati da un elicottero in un’esibizione di altissima precisione. Quattro di loro hanno disegnato nell’aria la bandiera italiana con i fumogeni, seguiti dal dispiegamento in volo di due enormi drappi con i colori dell’Italia e dell’Arma. Un’immagine che ha chiuso le celebrazioni ribadendo il legame, lungo 212 anni, tra i Carabinieri e il Paese.











