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Finte magie e finti malocchi, il Tribunale di Patti condanna gli 8 “maghi” della truffa

- 05/06/2026
tribunale patti

​Promettevano di spazzare via negatività, malocchi e pericoli imminenti grazie a fantomatici poteri esoterici. In realtà, ripulivano soltanto i portafogli di vittime fragili e suggestionabili.

Si chiude con otto condanne il processo di primo grado scaturito dall’operazione “Majari”, l’inchiesta che nel 2020 ha scoperchiato un lucroso business della superstizione sull’asse tirrenico tra Patti e Santo Stefano di Camastra.

​Il collegio giudicante del Tribunale di Patti — presieduto da Monica Marino, a latere i giudici La Spada e Corona — ha confermato l’impianto accusatorio, emettendo pene severe per truffa, estorsione e associazione a delinquere.​

Le condanne​

La pena più pesante è caduta su Elvira Parisi, 65enne di Santo Stefano di Camastra: sei anni e quattro mesi di reclusione. Per i giudici, oltre a ricoprire un ruolo nel sodalizio, è responsabile di due truffe e un’estorsione ai danni di tre diverse persone.​Mano pesante anche per gli altri membri dell’organizzazione: Gino Paterniti, 54enne di Tortorici, dovrà scontare quattro anni e pagare 1.500 euro di multa per associazione a delinquere e truffa; per la stefanese Lidia Messina (58 anni) la pena è di tre anni e otto mesi, ritenuta colpevole di associazione, estorsione e truffa; tre anni e sei mesi, uniti a 1.500 euro di multa, per un’altra stefanese, la 58enne Teresa Prinzi, condannata per l’associazione e per un episodio di truffa.

​Colpevoli per la sola associazione a delinquere, invece, la 36enne di origini romene Dorina Negru e il 74enne Gaetano Capra (tre anni di reclusione ciascuno), insieme al 37enne Francesco Ranno, anch’egli residente a Santo Stefano di Camastra (due anni e mezzo).

​Infine, due anni e sei mesi e una multa di 1.000 euro sono stati inflitti a Rosario Lombardo Facciale, 37enne di Torrenova: per lui la condanna riguarda un singolo caso di truffa, restando escluso dal vincolo associativo.​

Risarcimenti da capogiro e assoluzioni minori​

Il Tribunale ha presentato un conto salatissimo anche sul fronte civile. Ad eccezione di Lombardo Facciale, tutti gli altri imputati dovranno risarcire le due parti civili costituite nel processo. I giudici hanno già disposto due provvisionali immediatamente esecutive di grandissimo impatto economico: 100mila euro per una vittima e 75mila euro per l’altra, mentre la liquidazione definitiva dei danni avverrà in separata sede.​Nel dispositivo c’è stato spazio anche per alcune assoluzioni parziali: il collegio ha infatti fatto cadere ulteriori e specifiche imputazioni per truffa “perché il fatto non sussiste”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.