«Il carnefice era ai domiciliari senza braccialetto da un mese per mancanza di dispositivi». La senatrice interroga Nordio e Piantedosi e denuncia il fallimento dello Stato nella tutela della donna: «Serve chiarezza immediata sui braccialetti mancanti e sulle decisioni dei giudici».

femminicidio
Messina, 4 aprile ‘26 – “Il tragico femminicidio di Daniela Zinnanti a Messina per mano dell’ex partner è una tragedia che evidenzia un inaccettabile cortocircuito nella catena della sicurezza. Per questo, il 31 marzo scorso ho presentato una nuova interrogazione ai Ministri della giustizia e dell’interno, che rafforza e segue quella già depositata il 18 marzo con i colleghi Paita e Renzi. Il delitto è avvenuto nonostante l’aggressore fosse ai domiciliari e l’autorità giudiziaria avesse disposto l’obbligo tassativo del braccialetto elettronico a seguito delle ripetute querele della vittima e delle percosse subite che ne avevano causato il ricovero in ospedale. Dopo la tragedia, si è appreso un fatto gravissimo e cioè che a quasi un mese dagli arresti il dispositivo non era stato applicato il braccialetto elettronico perché indisponibile, vanificando sia l’effetto deterrente che quello della vigilanza a tutela della donna, che è stata poi brutalmente uccisa”. Lo dichiara la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino.

“Risulta umanamente incomprensibile – continua la senatrice messinese – la decisione di porre l’uomo agli arresti domiciliari, considerando i precedenti specifici e le condotte violente reiterate, invece di optare per la custodia in carcere tanto che possiamo parlare della cronaca di una morte annunciata se a ciò aggiungiamo, da un lato, la mancata applicazione del braccialetto elettronico, e dall’altro, se troverà conferma, il fatto che la vittima e la sua famiglia non erano stati informati di tale circostanza. Daniela Zinnanti si era affidata allo Stato per essere difesa e tutelata ma il sistema ha fallito nel momento in cui non si è fatto abbastanza per evitare che il suo carnefice potesse arrivare fin dentro casa sua e ucciderla.“
“Ho chiesto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio se non ritenga opportuno inviare degli ispettori presso il Tribunale di Messina per chiarire i motivi della concessione prima e della mancata revoca poi (quando si è appreso della indisponibilità del braccialetto elettronico) degli arresti domiciliari. Ho chiesto altresì di riferire in Parlamento sul dato esatto dei braccialetti elettronici mancanti a Messina e provincia, e su quali decisioni urgenti siano state realmente assunte durante il tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza convocato nei giorni scorsi a Messina dalla prefetta Cosima Di Stani. Sono necessarie misure rapide e decisive per aumentare i dispositivi a disposizione delle autorità preposte su tutto il territorio nazionale. Lo Stato deve garantire prevenzione e deterrenza, non assistere alle tragedie che si sarebbero potute evitare”, conclude la Senatrice di Italia Viva Dafne Musolino.




