DALLA ROTTAMAZIONE DEI TRIBUTI ALLA COPERTURA DELLE BUCHE, LE DIMISSIONI FORZATE HANNO INTERROTTO PERCORSI AMMINISTRATIVI PREZIOSI PER TUTTI I MESSINESI.

Siamo contenti del fatto che, a seguito dell’intervento dei parlamentari Germanà e Amata, Federico Basile abbia prontamente sollecitato i suoi consulenti di diritto tributario per impostare una replica che, tuttavia, è tutta tecnica e dimostra di non comprendere le reali sofferenze della cittadinanza dinanzi al carico fiscale per le famiglie spesso insostenibile in quanto fonte di esposizioni debitorie e interessi proibitivi.
È Basile stesso ad affermare che sull’istituto della rottamazione-quinquies esistono orientamenti contrastanti ed è lo stesso Basile ad ammettere che esisteva un chiaro e significativo spazio di intervento dei Comuni per i tributi ascrivibili al biennio 2024/2025 (come se questa fosse una cosa di poco conto).
Ulteriormente, ci dispiace smentire il candidato Basile ma non corrisponde al vero nemmeno ciò che afferma a proposito del fatto che i tributi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione possano essere trattati. In questo caso, in realtà, ai Comuni è affidato il compito di effettuare i discarichi. Ed ancora, la stessa IRPEF dovrà essere pagata per intero proprio perché il Comune non lo ha regolamentato.
Prosegue infine Basile che “Non esiste alcuna scadenza per adottare una definizione agevolata per tributi ancora in carico al comune per la riscossione; ove si ritenga di procedere in tal senso, occorre che venga predisposta una relazione che ne verifichi gli impatti nei bilanci del comune, che il collegio dei revisori renda parere favorevole e che il Consiglio comunale ne approvi il regolamento”. Tutte attività e azioni che avrebbe dovuto avviare lui in qualità di Sindaco! Ci domandiamo, quindi: Basile, da Sindaco in carica, non avrebbe potuto proficuamente lavorarci in un anno e mezzo di mandato ancora a sua disposizione?
Esiste, in definitiva, un piano della legittimità e un piano dell’opportunità. Si tratta in questo caso di scelte. E Basile ha scelto di non occuparsi di sottoporre il regolamento sulla rottamazione all’approvazione del Consiglio comunale.
Ai messinesi non interessano i tecnicismi relativi ai rapporti tra Comune e Agenzia delle Entrate. Il regolamento avrebbe consentito alla cittadinanza di essere informata dall’Ente locale della completezza degli strumenti a loro disposizione.
In definitiva, il fatto che si potesse allineare la scadenza per i tributi di competenza comunale a quella statale del 30 aprile 2026 non costituiva semplicemente (come dall’ex Sindaco ricostruita) una facoltà, quanto piuttosto un atto di responsabilità per la Comunità che lo stesso Basile ha rappresentato fino a poche settimane fa!
È evidente che Federico Basile non si è mai posto il problema di far quadrare i conti di casa propria e che, per converso, ogni famiglia deve programmare i pagamenti e le scadenze in ragione delle proprie possibilità e disponibilità. Avere un quadro regolatorio certo prima della data del 30 aprile 2025 sarebbe stato provvidenziale per tantissimi messinesi. Invece la sindrome di cui è affetto Basile, che potremmo definire quella della “gatta frettolosa”, lo ha indotto a presentare le proprie dimissioni letteralmente dall’oggi al domani e – per stessa ammissione dei suoi referenti politici, con ciò interrompendo di colpo numerosi percorsi amministrativi (si pensi anche ai mancati affidamenti per la copertura delle buche nelle strade!) che potevano fisiologicamente e serenamente andare avanti ancora per più di un anno di amministrazione.
I rappresentanti cittadini di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, UdC, Mpa-Grande Sicilia, Democrazia Cristiana, Partito Repubblicano Italiano, Partito Animalista




