
Il report del ministero certifica il degrado delle barriere di sicurezza: per evitare la chiusura, limiti da strada urbana sul 65% dei tracciati. Mercoledì l’ispettore convocato all’Ars, mentre sul Cas pende l’ombra della revoca della concessione.


Sulle autostrade siciliane si viaggerà a passo di statale, ma continuando a pagare il pedaggio. È l’esito drastico, ma inevitabile, della tre giorni di ispezioni condotte dall’ingegnere Placido Migliorino, inviato del Ministero dei Trasporti, sulle reti A18 (Messina-Catania) e A20 (Messina-Palermo) gestite dal Cas. Sul 65 per cento dei tracciati, per un totale di 170 chilometri su 260, scatterà il limite di velocità a 60 chilometri orari, valido indistintamente per auto e mezzi pesanti. L’alternativa, ha chiarito l’ispettore, sarebbe stata la chiusura totale, un’ipotesi scartata solo perché le Statali 113 e 114 sarebbero letteralmente collassate sotto il peso del traffico deviato.
A pesare sulla decisione è una manutenzione mancata che si trascina da oltre un ventennio. Le parole di Migliorino non lasciano spazio a interpretazioni: la situazione delle barriere laterali è «una tragedia». Durante i sopralluoghi sono emersi scenari allarmanti, con alberi cresciuti a dismisura negli spartitraffico e guardrail alti appena 30 o 40 centimetri a protezione di viadotti con strapiombi di otto metri. Di fronte a questo quadro, in attesa dell’installazione delle bande sonore laterali come misura di mitigazione urgente, la riduzione della velocità è l’unico scudo rimasto per garantire un minimo di sicurezza. Il provvedimento interesserà la A18 nel tratto da Messina a Giarre e la A20 da Messina a Sant’Agata di Militello, oltre alla tratta Cefalù-Buonfornello.
L’allarme non è una novità. Già nel 2021 lo stesso Migliorino aveva stilato un lungo elenco di criticità, rimasto in gran parte lettera morta per cinque anni. Tornato in Sicilia nel 2026, l’ispettore ha certificato un bilancio impietoso: a inizio settembre aveva dettato un ultimatum di trenta giorni per avviare interventi urgenti da 32,5 milioni di euro. Sebbene il Cas abbia avviato alcune verifiche illuminotecniche e l’idrolavaggio delle gallerie, sul fronte della segnaletica e, soprattutto, delle barriere di sicurezza, si è registrato un immobilismo quasi totale. Per riportare le due arterie a standard accettabili, stima il Ministero, servirebbero 5,5 miliardi di euro spalmati su dieci anni.
Le anticipazioni fornite alla stampa dall’ispettore, che a breve depositerà la relazione finale a Roma, hanno innescato un’immediata reazione a catena nei palazzi della politica regionale. Il Consorzio Autostrade Siciliane ha lamentato di essere stato scavalcato mediaticamente, mentre all’Ars si respira insofferenza per quello che alcuni deputati definiscono “l’atteggiamento da star” del tecnico ministeriale. Migliorino è stato così formalmente convocato per mercoledì prossimo in commissione Territorio, dove si confronterà con l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e i vertici del Cas.
Nel frattempo, le opposizioni vanno all’attacco. Antonio De Luca (M5s) sottolinea il paradosso di un’autostrada a pedaggio percorsa a velocità da strada urbana, mentre Pippo Lombardo (Sud chiama Nord) punta il dito contro i ritardi burocratici del Cas e la presunta inerzia della giunta regionale sui controlli. Dal canto suo, il governo regionale fa quadrato: il presidente Renato Schifani e l’assessore Aricò rivendicano il merito di aver scongiurato la chiusura delle autostrade, sottolineando di aver già sbloccato circa 265 milioni di euro (tra fondi FSC e risorse POC deliberate in extremis) per tradurre le prescrizioni di Roma in cantieri.
Sullo sfondo di questa emergenza infrastrutturale si gioca però una partita ben più grande: la revoca della concessione al Cas. L’iter, avviato a luglio dal Ministero dei Trasporti, ha una scadenza fissata al 25 ottobre, sebbene il Consorzio abbia già chiesto una proroga fino a dicembre. La relazione finale di Migliorino non sarà solo un bollettino tecnico, ma la potenziale pietra tombale o l’ultima ancora di salvezza per la gestione siciliana delle autostrade.







