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Nessuna dimissione a Palazzo d’Orléans: il governo Schifani tira dritto e vara il ddl anticorruzione

- 08/10/2026
Nessuna dimissione a Palazzo d’Orléans: il governo Schifani tira dritto e vara il ddl anticorruzione
Nessuna dimissione a Palazzo d’Orléans: il governo Schifani tira dritto e vara il ddl anticorruzione
Nessuna dimissione a Palazzo d’Orléans: il governo Schifani tira dritto e vara il ddl anticorruzione

Più di qualcuno può esserci rimasto male, ma le attese dimissioni non sono arrivate, anzi, non se ne è nemmeno discusso. La giunta regionale convocata a Palazzo d’Orléans, all’apice delle tensioni interne a Forza Italia sulla ricandidatura di Renato Schifani, si chiude con un segnale di normalità: si va avanti.

A rispondere agli strascichi delle recenti inchieste giudiziarie non sono i passi indietro, ma un nuovo disegno di legge contro la corruzione mirato a blindare la trasparenza dei processi decisionali della macchina pubblica.

“Andiamo avanti, ci sono variazioni e finanziaria da approvare”, è stato il mantra degli assessori prima di varcare la soglia. Al tavolo, insieme al governatore, sedevano in presenza Elvira Amata, Edy Tamajo, Marcello Caruso, Mimmo Turano, Giusi Savarino, Nuccia Albano, Luca Sammartino e Alessandro Dagnino, mentre i colleghi Alessandro Aricò, Francesco Scarpinato, Francesco Colianni e Francesca Garigliano hanno seguito i lavori da remoto.

Dei tredici punti all’ordine del giorno, le “Comunicazioni del presidente” non hanno riservato i colpi di scena che i retroscena ipotizzavano. La seduta si è invece concentrata sull’amministrazione pragmatica, a partire dalla nomina del nuovo direttore del Cefpas, casella strategica rimasta vuota proprio a seguito delle inchieste che hanno scosso il governo. Disco verde anche per la scelta del nuovo dirigente generale dell’Audit, per il Mobility manager e per le modifiche al Piano delle assunzioni. Sul fronte infrastrutture, la giunta ha definito lo schema di concessione tra Regione, Comune di Palermo e Rfi per la gestione della prima fase dell’Anello ferroviario del capoluogo e ha varato la riprogrammazione dei fondi Poc per nuovi investimenti sulle autostrade targate Cas.

La vera contromossa politica si concretizza però sul fronte normativo. Per prevenire forme di influenza indebita e garantire la piena conoscibilità delle decisioni, la Regione istituirà un registro dei portatori di interessi presso la presidenza: chiunque vorrà sottoporre istanze al governo dovrà essere regolarmente iscritto. La stretta sulla trasparenza impone inoltre la pubblicazione online delle agende del governatore, degli assessori e di tutti i decisori pubblici, introducendo un sistema di tracciamento puntuale per le interlocuzioni “extraprocedimentali” tra lobbisti e rappresentanti delle istituzioni. Un cambio di passo per provare a disinnescare la crisi e tracciare un confine netto tra attività politica e zone d’ombra.

Nessuna dimissione a Palazzo d’Orléans: il governo Schifani tira dritto e vara il ddl anticorruzione
Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.