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Carceri, colpo al contrabbando: droga e smartphone sequestrati a Barcellona Pozzo di Gotto

- 23/08/2026
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L’operazione della Polizia Penitenziaria ha bloccato l’ingresso di 300 grammi di hashish e di un telefono cellulare, nascosti con cura per eludere i controlli. Il plauso dei sindacati riaccende i riflettori sull’emergenza organico.

La rete dei controlli ha funzionato ancora una volta. Sabato 22 agosto, la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto è stata teatro di una fondamentale operazione di prevenzione e repressione condotta dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Sotto il coordinamento dell’Ispettore di Sorveglianza Generale, il personale ha intercettato e sequestrato circa 300 grammi di hashish e uno smartphone, pronti a varcare fraudolentemente i cancelli dell’istituto.

Il materiale illecito non era semplicemente occultato, ma nascosto con estrema attenzione, a dimostrazione di un tentativo meticolosamente pianificato per eludere le rigide procedure di sicurezza della struttura. L’intuito, l’esperienza e l’accurata e capillare attività di ispezione degli agenti in servizio hanno però fatto la differenza, stroncando sul nascere l’ennesimo tentativo di infiltrazione dall’esterno che avrebbe potuto compromettere l’ordine interno. L’operazione si è conclusa con il sequestro totale della merce non consentita.

L’esito positivo dell’operazione ha immediatamente raccolto il plauso delle sigle sindacali SAPPE e USPP. In una nota congiunta, i rappresentanti dei lavoratori hanno espresso vivo apprezzamento e profondo rispetto per l’operato dei poliziotti coinvolti. Il successo, tuttavia, diventa l’occasione per ribadire un allarme che da tempo risuona negli istituti di pena. I sindacati hanno sottolineato come questo episodio confermi l’elevata professionalità di un personale che continua a garantire la tutela della legalità e della sicurezza, dovendo però affrontare quotidianamente criticità strutturali non più rinviabili: carenza cronica di organico: un deficit che assottiglia le risorse in campo e impone turni estenuanti; pressione operativa in aumento: carichi di lavoro sempre più gravosi che appesantiscono la complessa gestione quotidiana del carcere. L’abnegazione dimostrata dagli agenti a Barcellona Pozzo di Gotto resta un baluardo imprescindibile, ma la tenuta del sistema penitenziario impone una riflessione su un’emergenza logistica e umana che richiede interventi strutturali urgenti.