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Palermo, bimba morta per difterite: genitori indagati. In città è corsa ai vaccini

- 22/08/2026

I genitori di Anna Rosa non l’avevano vaccinata per paura dell’autismo. L’Asp a caccia del “paziente zero”. Il prof. Cascio: “Rischio diffusione minimo, colpa di ignoranza e fake news”. la Sicilia è maglia nera in Italia per le coperture vaccinali in età pediatrica, ferme all’85%.

Palermo — Una tragedia che riaccende il dibattito sui vaccini, una Procura che indaga per omicidio colposo e un’intera città che si riscopre vulnerabile, affollando le cliniche sanitarie. È il drammatico bilancio della morte della piccola Anna Rosa, la bambina deceduta a Palermo a causa delle complicazioni legate alla difterite, malattia contro la quale non era mai stata immunizzata.

L’inchiesta e il movente no-vax

I genitori della piccola sono finiti nel registro degli indagati. L’ipotesi formulata dalla Procura di Palermo — in un’inchiesta coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunta Laura Vaccaro, parallelamente all’apertura di un fascicolo da parte della Procura dei minori — è di omicidio colposo per omissione. La coppia aveva scelto deliberatamente di non somministrare alla figlia il siero obbligatorio. Alla base della decisione, una credenza del tutto infondata: i due erano convinti che una precedente vaccinazione avesse causato l’autismo in un cuginetto. Una fatale omissione che, secondo i magistrati, avrebbe determinato il decesso della bambina.

Il cuginetto e la corsa ai ripari

Mentre il direttore sanitario rassicura sulle condizioni di un altro cuginetto di 4 anni della vittima, regolarmente vaccinato e in “miglioramento clinico”, nel capoluogo siciliano è scattata la corsa alla profilassi. Nei centri dell’Azienda Sanitaria Provinciale si registra un afflusso massiccio, con un incremento di somministrazioni stimato al 10% per le prossime ore.

Nel presidio della borgata Pallavicino, riferimento territoriale del quartiere Zen dove viveva la famiglia della vittima, è stato necessario raddoppiare il numero dei medici in turno. In via Giorgio Arcoleo, la grande affluenza ha portato al momentaneo esaurimento delle dosi di esavalente — efficace anche contro la difterite — costringendo la struttura a intaccare le scorte d’emergenza. L’onda emotiva ha spinto anche una ventina di familiari della stessa Anna Rosa a presentarsi nei centri per ricevere l’inoculazione.

Caccia al “paziente zero”

La priorità sanitaria, ora, è tracciare il virus. L’Asp ha avviato un’articolata indagine epidemiologica per mappare tutti i contatti della famiglia, con l’obiettivo di individuare il cosiddetto “paziente zero”.

“Può esserci un portatore sano tra i parenti o i conoscenti che, inconsapevolmente, può aver infettato la bambina”, spiega Antonio Cascio, direttore dell’unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, sottolineando la centralità di questa fase. L’Asp ha già sottoposto a tampone gran parte del nucleo familiare. Per tutti i soggetti esposti — procedure estese anche ai medici degli ospedali Cervello e Civico entrati in contatto con la piccola paziente — è scattato il protocollo di prevenzione: verifica dello stato vaccinale, tamponi e, ove necessario, chemioprofilassi preventiva con antibiotici.

L’allarme fake news

Nonostante il clima di allerta, il professor Cascio invita a non cedere al panico: “Epidemia è una parola grossa. Quello che si potrebbe temere è un mero focolaio epidemico, ma al momento il rischio di una diffusione è minimo. Bisogna attenzionare soprattutto le persone entrate in contatto con la bambina e che non sono vaccinate“.

Resta tuttavia un dato strutturale allarmante: la Sicilia è maglia nera in Italia per le coperture vaccinali in età pediatrica, ferme all’85%. Un deficit di prevenzione che l’infettivologo attribuisce senza mezzi termini a “ignoranza e cattiva informazione”, costantemente alimentate dai social network che fungono da cassa di risonanza per pericolose fake news, come la smentita ma ancora pervasiva associazione tra vaccini e autismo.