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Palermo, bimba di due anni e mezzo morta in piscina: l’autopsia conferma l’annegamento

- 02/09/2026

Nei polmoni della piccola trovata con il volto immerso nell’acqua è stata riscontrata la presenza di liquido. La Procura prosegue gli accertamenti per ricostruire come abbia raggiunto la piscina della villetta presa in affitto dalla famiglia

PALERMO – È morta per annegamento Giulia Rita, la bambina di due anni e mezzo trovata senza vita nella piscina di una villetta di via Villagrazia, nella periferia meridionale di Palermo. A confermarlo è l’autopsia eseguita al Policlinico di Palermo dal medico legale Manfredi Rubino e dall’anatomo patologo Antonino Giulio Giannone. Nei polmoni della piccola è stata riscontrata la presenza di acqua, un elemento compatibile con la morte per annegamento.

L’esame medico-legale ha quindi chiarito la causa del decesso. Al termine degli accertamenti la salma è stata restituita alla famiglia, che potrà adesso organizzare i funerali.

La tragedia si è consumata nella tarda serata di giovedì 27 agosto. La famiglia aveva preso in affitto la villetta per trascorrere un periodo di vacanza. Quella sera nella casa si trovavano i genitori della bambina e un’altra coppia. Gli adulti erano seduti a tavola per la cena mentre i bambini giocavano. Nel giardino dell’abitazione era stata installata una piscina sopraelevata, accessibile attraverso una scaletta. Ed è proprio attorno a questo particolare che si concentrano adesso alcuni degli accertamenti degli investigatori.

Secondo la prima ricostruzione, la bambina sarebbe riuscita a entrare in acqua senza che gli adulti presenti se ne accorgessero. Quando i genitori hanno notato che la figlia non rispondeva più ai richiami, hanno iniziato a cercarla. Intorno alle 23.30 la drammatica scoperta: Giulia Rita era all’interno della piscina, con il volto immerso nell’acqua. Sono stati gli stessi familiari a trasportarla immediatamente alla guardia medica della Guadagna. I sanitari hanno avviato le manovre di rianimazione e sul posto è intervenuto anche il personale del 118. Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile.

Già dai primi accertamenti medico-legali non erano emersi segni di violenza sul corpo della bambina. L’autopsia ha ora fornito un primo punto fermo sulla dinamica sanitaria della morte, confermando l’annegamento. Restano invece aperti gli interrogativi sulle circostanze che hanno preceduto la tragedia.

Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Piazza Verdi e del Nucleo radiomobile, che hanno delimitato l’area attorno alla piscina per consentire i rilievi. La Procura aveva disposto il sequestro della salma e l’esame autoptico proprio per accertare con certezza le cause del decesso. Le indagini, tuttavia, non sono concluse.

I militari hanno ascoltato i genitori della bambina e l’altra coppia che si trovava nella villetta quella sera. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire minuto per minuto quanto accaduto e soprattutto di comprendere come una bambina di appena due anni e mezzo sia riuscita ad arrivare alla piscina. Uno degli aspetti da chiarire riguarda proprio la scaletta utilizzata per accedere alla struttura sopraelevata. Al momento non è stato ancora stabilito con certezza se la piccola sia riuscita a raggiungerla e a salirvi autonomamente. L’autopsia ha dunque risposto alla prima domanda, quella sulla causa della morte. Adesso resta da ricostruire la sequenza degli eventi che, in pochi minuti, ha trasformato una serata trascorsa in famiglia in una tragedia.