
Dopo le dimissioni irrevocabili del sindaco, anche la maggioranza lascia il Consiglio comunale. Si chiude un’esperienza iniziata con entusiasmo e travolta da un’inchiesta ancora da chiarire. Restano il lavoro sul lungomare, la messa in sicurezza dei torrenti, la lotta al degrado, la cura del verde e numerosi progetti avviati

A Spadafora si è conclusa una stagione amministrativa breve, intensa e, nell’ultima fase, profondamente travagliata.
Dopo le dimissioni irrevocabili presentate il 2 agosto dal sindaco Lillo Pistone, anche i consiglieri comunali della sua maggioranza hanno deciso di lasciare in massa. Una scelta che determina la conclusione anticipata della consiliatura e apre la strada alla gestione commissariale.
È stato un epilogo doloroso, ma affrontato con compostezza e senso delle istituzioni. Venuta meno la guida politica attorno alla quale era nato il progetto elettorale, la maggioranza non ha cercato soluzioni di convenienza per prolungare la propria permanenza in Consiglio. Ha scelto di condividere la decisione del sindaco e di restituire ai cittadini il diritto di pronunciarsi nuovamente sul futuro del paese.
Un comportamento responsabile e rispettoso del voto popolare. Un fatto questo indiscutibile.
L’inchiesta giudiziaria che ha segnato gli ultimi mesi seguirà il proprio corso. Spetterà esclusivamente alla magistratura chiarire i fatti, verificare le accuse e accertare eventuali responsabilità. Non è compito né politico né proprio dell’informazione discuterne.
Distinguiamo quindi il piano giudiziario da quello amministrativo. Perché la vicenda ancora da chiarire non può cancellare automaticamente quanto è stato fatto dal giugno 2024 a oggi. Allo stesso modo, i risultati conseguiti non possono essere utilizzati per ridimensionare la portata dell’inchiesta. Sono due livelli differenti, che devono rimanere separati.
Un Comune con conti vincolati e problemi sedimentati
Quando Lillo Pistone venne eletto sindaco, Spadafora non si trovava in una condizione finanziaria ordinaria.
Il Comune era già sottoposto a un piano pluriennale di riequilibrio, con margini di spesa fortemente limitati. A questo si aggiungevano la carenza di personale, i pensionamenti, una macchina amministrativa da riorganizzare e numerosi problemi rimasti aperti nel tempo.
Il nuovo governo cittadino non ricevette quindi in consegna una pagina bianca. Trovò un ente costretto a misurare ogni scelta con vincoli economici stringenti, servizi da garantire e una manutenzione del territorio che richiedeva interventi costanti.
Le prime settimane furono dedicate alla verifica dei conti, della liquidità e degli impegni già assunti. Contemporaneamente bisognava affrontare le emergenze quotidiane: rifiuti, pulizia, manutenzione, sicurezza, viabilità e decoro urbano.
Uno dei primi obiettivi politici fu quello di ricostruire i rapporti con gli enti sovracomunali. Regione, Città Metropolitana, Protezione civile, Consorzio autostrade e Istituto autonomo case popolari tornarono a essere interlocutori stabili.
Per un piccolo Comune, spesso, amministrare significa anche questo: non soltanto realizzare direttamente, ma sollecitare, partecipare ai tavoli, presentare progetti e impedire che il territorio venga dimenticato.
Il lavoro sul lungomare e contro il degrado
Uno dei terreni sui quali l’amministrazione Pistone ha concentrato maggiormente la propria attenzione è stato il lungomare, considerato non soltanto una strada urbana, ma il principale biglietto da visita di Spadafora.
Sono stati effettuati interventi di pulizia, manutenzione e controllo, con particolare attenzione ai mesi estivi, quando il paese registra un aumento considerevole delle presenze. L’obiettivo era migliorare il decoro, contrastare l’abbandono dei rifiuti e limitare i comportamenti che rendevano meno vivibile la fascia costiera.
L’amministrazione ha cercato di restituire dignità agli spazi pubblici, come nell’area del Parco Urbano, intervenendo dove si mostravano maggiori segni di trascuratezza. La lotta al degrado non si è limitata alle zone centrali, ma ha interessato diversi punti del territorio, con operazioni di pulizia straordinaria e rimozione di materiali abbandonati, pulizia delle villette e manutenzione.
Non tutti i problemi sono stati risolti e non potevano esserlo in meno di due anni. Ma è stata impressa una direzione: quella di un Comune più presente e più attento alla qualità degli spazi condivisi.
Il lungomare è stato inoltre utilizzato come luogo di incontro, manifestazioni e iniziative dedicate al mare, alla tradizione e alla promozione del territorio. La cura della costa è diventata così parte di una visione più ampia: rendere Spadafora più accogliente per i residenti e per chi la sceglie durante il periodo estivo.
La manutenzione dei torrenti e la sicurezza del territorio
Un altro capitolo rilevante ha riguardato i torrenti e la prevenzione del rischio idrogeologico. La pulizia degli alvei e la rimozione della vegetazione e dei materiali accumulati non rappresentano interventi secondari. In un territorio esposto a piogge intense e fenomeni improvvisi, la manutenzione dei corsi d’acqua è una misura essenziale di sicurezza. L’amministrazione è intervenuta per liberare e rendere più sicuri alcuni tratti, riducendo il rischio che sterpaglie, rifiuti e detriti potessero ostacolare il normale deflusso dell’acqua.
Si tratta di un lavoro spesso poco visibile, perché non produce inaugurazioni o opere spettacolari. Tuttavia, è proprio la manutenzione preventiva a distinguere un’amministrazione che interviene soltanto dopo le emergenze da una che tenta di evitarle.
In questa stessa direzione si inseriscono l’aggiornamento del Piano comunale di protezione civile e i finanziamenti ottenuti per la messa in sicurezza di alcune aree del territorio. Il riconoscimento assegnato a Spadafora come Comune virtuoso nel settore della protezione civile ha rappresentato il risultato di un’attività di pianificazione e prevenzione che non dovrebbe essere interrotta.
Verde pubblico e cura degli spazi comuni
Anche la manutenzione del verde pubblico ha costituito uno degli aspetti più visibili dell’azione amministrativa. Potature, scerbature, pulizia delle aiuole e interventi nelle aree pubbliche sono stati portati avanti con l’obiettivo di recuperare zone trascurate e migliorare l’immagine complessiva del paese.
La cura del verde non è una questione meramente estetica. Significa sicurezza, prevenzione degli incendi, migliore fruibilità dei marciapiedi, tutela degli spazi frequentati da famiglie e bambini e rispetto per il patrimonio comune. L’amministrazione ha cercato di riportare la manutenzione a una dimensione ordinaria, superando la logica degli interventi esclusivamente emergenziali. Un percorso non semplice, considerata la situazione finanziaria dell’ente e le risorse limitate a disposizione. Rimangono certamente zone nelle quali sarebbe stato necessario fare di più. Ma il tentativo di contrastare l’incuria e di restituire ordine agli spazi pubblici è stato uno dei tratti riconoscibili del mandato.
Il Castello restituito alla comunità
Il risultato simbolicamente più importante resta la riapertura del Castello di Spadafora.
Attraverso l’accordo con il Museo di Messina, approvato dal Consiglio comunale, il monumento è tornato a essere utilizzato per mostre, manifestazioni, incontri culturali, iniziative scolastiche, cerimonie e appuntamenti legati alla tradizione marinara. Non è stato soltanto recuperato un edificio. È stato restituito alla città un pezzo della propria identità.
Per troppo tempo il Castello era rimasto una presenza imponente ma distante. Con l’amministrazione Pistone è tornato a essere attraversato, conosciuto e vissuto dalla comunità. È probabilmente questo il segno più immediatamente riconoscibile lasciato dal mandato: aver trasformato il simbolo di Spadafora da luogo chiuso a spazio pubblico.
I finanziamenti e le opere avviate
Nel corso dell’esperienza amministrativa sono stati ottenuti finanziamenti destinati alla ristrutturazione della palestra comunale della scuola media, all’acquisto di un nuovo scuolabus, alla messa in sicurezza di via Lavatoio e agli interventi sulla strada Badia-Nania.
È necessario usare le parole con precisione. Un finanziamento ottenuto non equivale a un’opera completata. Tra l’assegnazione delle risorse, la progettazione, le procedure di gara e l’apertura dei cantieri possono trascorrere mesi, talvolta anni. Ma senza il finanziamento nessuna opera potrebbe neppure iniziare.
Questi interventi costituiscono quindi un patrimonio amministrativo che viene lasciato alla gestione commissariale e alla futura amministrazione. La responsabilità di chi verrà dopo sarà quella di non disperdere le risorse e di portare avanti i procedimenti. L’amministrazione ha inoltre seguito e sbloccato presso il Consorzio Autostrade Siciliane, la vicenda del cavalcavia della strada provinciale 55, partecipando ai tavoli con gli enti competenti e sollecitando la riapertura di un’infrastruttura fondamentale per la mobilità locale, dopo anni di immobilismo.
Il Comune non era il soggetto direttamente responsabile dell’opera, ma ha esercitato il proprio ruolo politico e istituzionale per accelerare una soluzione attesa dalla comunità.
Bilancio, urbanistica e servizi sociali
Nonostante i vincoli imposti dal piano di riequilibrio, sono stati approvati il Documento unico di programmazione e il Bilancio di previsione. Atti necessari per garantire continuità ai servizi e programmare gli interventi futuri.
È stato inoltre avviato il percorso per il nuovo Piano urbanistico generale, indispensabile per stabilire come dovrà svilupparsi il territorio nei prossimi anni. Anche in questo caso non si tratta di un procedimento concluso. È però un lavoro avviato che dovrà essere proseguito, evitando che il cambio di amministrazione determini nuovi ritardi.
Sul piano sociale sono stati promossi progetti rivolti agli anziani e alle persone fragili, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani del Servizio civile. Sono state organizzate attività di ascolto, compagnia, accompagnamento e assistenza pratica. Sono state inoltre realizzate iniziative ambientali con le scuole, giornate di pulizia del litorale e manifestazioni dedicate alla cultura del mare e alla valorizzazione del pescato locale.
Sul fronte delle case popolari è stato riaperto il dialogo con l’Istituto autonomo case popolari, con l’obiettivo di ottenere interventi di manutenzione e valutare la possibilità di nuovi alloggi. Anche questo è un percorso ancora incompleto, che richiederà attenzione e continuità.
Un mandato incompiuto, non un mandato vuoto
Sarebbe sbagliato trasformare questo resoconto in una celebrazione senza ombre.
Molte attività erano ancora in corso. Alcune opere non erano state avviate, altre si trovavano soltanto nella fase progettuale o amministrativa. I problemi finanziari del Comune non erano stati superati e numerose criticità del territorio rimanevano aperte. Spadafora non era diventata improvvisamente un paese senza problemi. Ma sarebbe altrettanto ingiusto sostenere che nulla sia stato fatto.
Ricapitolando: il Castello è stato restituito alla città. Il lungomare è stato oggetto di attenzione e interventi. Sono stati puliti e messi in sicurezza i torrenti. È stata contrastata l’incuria in diverse aree. È stata intensificata la manutenzione del verde pubblico. Sono stati ottenuti finanziamenti per scuole, strade e servizi. Sono stati aggiornati gli strumenti di protezione civile e avviati importanti procedimenti urbanistici.
Il mandato di Lillo Pistone si interrompe, quindi, proprio mentre diversi progetti stavano passando dalla fase politica a quella amministrativa.
La dignità dell’ultimo gesto
L’inchiesta giudiziaria ha travolto il percorso dell’amministrazione e ha aperto interrogativi che dovranno essere chiariti senza sconti. Ma il modo in cui sindaco e maggioranza hanno scelto di concludere questa esperienza merita una valutazione autonoma.
Pistone ha presentato dimissioni irrevocabili. I consiglieri che lo sostenevano hanno deciso di seguirlo. Non hanno cercato nuovi equilibri, sostituzioni o accordi per mantenere in vita artificialmente la consiliatura. Hanno riconosciuto che quel progetto politico era nato intorno a una guida precisa e che, venuta meno quella guida, fosse corretto restituire la parola agli elettori.
È stato un congedo amaro, ma istituzionalmente dignitoso.
Adesso la magistratura farà il proprio lavoro. Ai cittadini spetterà invece il giudizio politico sul percorso amministrativo, sulle cose realizzate, su quelle rimaste incompiute e sulle occasioni eventualmente mancate. La storia dell’amministrazione Pistone non può essere cancellata dall’inchiesta, così come l’inchiesta non può essere ridimensionata in nome del lavoro svolto. Anzi è necessario fare la massima chiarezza per stabilire le reali responsabilità. Un dovere da conseguire nell’interesse dei cittadini, ma anche degli stessi amministratori che hanno deciso di lasciare, anche per consentire mani libere a chi deve fare luce.
Spadafora entra adesso in una nuova fase. La gestione commissariale riceverà un Comune ancora gravato da pesanti vincoli, ma anche progetti, finanziamenti e procedimenti già avviati. La vera responsabilità di chi verrà dopo sarà quella di non disperdere questo patrimonio. Perché il rispetto verso una comunità si misura anche dalla capacità di completare ciò che è utile, indipendentemente da chi lo abbia iniziato.








