13 views 3 min 0 Comment

Tragedia di Messina, fari accesi sulla moto dell’incidente. Spuntano i video delle impennate. La rabbia dei residenti: “Allarmi inascoltati”

- 30/06/2026

L’inchiesta sul tragico incidente di Torre Faro, costato la vita alla sedicenne Giulia Scimone, si allarga e punta dritta al mezzo coinvolto e al contesto in cui è maturato il dramma. Al centro delle verifiche degli investigatori, oltre alla complessa ricostruzione della dinamica dello schianto, ci sono ora le specifiche tecniche della motocicletta condotta da Alessandro Mondo, il giovane attualmente agli arresti domiciliari, ma anche le pesanti ombre sui mancati controlli preventivi nella zona.

L’esasperazione del quartiere e le denunce ignorate

La tragedia si è consumata in un clima di allarme territoriale che oggi suona come una drammatica profezia. I residenti di Torre Faro denunciano infatti da tempo un andazzo fuori controllo sulle strade del quartiere. Nonostante una specifica raccolta firme, svariate denunce e innumerevoli chiamate per segnalare le manovre ad alto rischio di alcuni centauri, le Forze dell’ordine e la Polizia Municipale non sarebbero intervenute in modo netto e risolutivo per arginare il fenomeno. Una situazione di costante pericolosità tollerata troppo a lungo che, in assenza di un intervento deciso, è sfociata inesorabilmente nel sangue.

I dubbi sulla potenza della Husqvarna

Parallelamente, il lavoro della Procura si concentra sulla Husqvarna 701, che dai registri risulta intestata al padre del ragazzo, Domenico Mondo, classe 1985. L’aspetto cruciale su cui si stanno concentrando le attenzioni delle forze dell’ordine riguarda la reale potenza erogata dal motore. Dagli accertamenti documentali, infatti, la moto risulta immatricolata nella sua versione depotenziata, con un limite massimo di 31 kW. Si tratta della configurazione di legge che consente la guida ai diciottenni titolari di patente A2.

Il nodo investigativo da sciogliere è se il veicolo sia stato effettivamente mantenuto nelle condizioni previste dall’omologazione o se, come talvolta accade, sia stato sbloccato per riportarlo alla potenza originaria. Si tratta di un elemento di assoluto rilievo per l’inchiesta, capace di aprire nuovi e determinanti scenari sul fronte delle responsabilità. Queste perizie tecniche sul motociclo andranno ad affiancarsi agli accertamenti già disposti dai magistrati per fare piena luce su una vicenda che ha lasciato sotto shock la comunità messinese.

La guida spericolata e i video sul web

Mentre le indagini tecniche fanno il loro corso, parallelamente emerge un quadro inquietante dalle piattaforme social. In queste ore stanno circolando in rete diversi video, pubblicati in passato dallo stesso giovane, che lo ritraggono impegnato in manovre estremamente pericolose. Nelle brevi clip lo si vede impennare a lungo per le strade della città, dal viale San Filippo al viale Giostra, spingendosi fino all’autostrada, con tanto di sorpasso azzardato su una ruota ai danni di un altro mezzo. Immagini di spavalderia stradale che, drammaticamente, all’epoca della pubblicazione avevano suscitato i commenti entusiastici e l’approvazione di diversi amici. E non solo…