L’allarme corre sui social con foto inequivocabili. Santo Lombardo denuncia i continui maltrattamenti a Sparagonà e Cantità, chiamando in causa l’amministrazione comunale e annunciando una raccolta firme.
Un’ombra inquietante scende su Santa Teresa. Una serie di uccisioni brutali e mirate ai danni delle colonie feline locali ha scatenato la dura reazione di alcuni cittadini, portando il tema del randagismo e dei maltrattamenti sugli animali al centro del dibattito pubblico. A sollevare il caso è Santo Lombardo, che attraverso i propri canali social ha documentato con immagini esplicite quella che definisce senza mezzi termini “una vergognosa e atroce strage”.
Il macabro scenario tra Sparagonà e Cantità
Secondo le denunce, il fenomeno si starebbe allargando a diverse zone del paese, con una preoccupante concentrazione di episodi di crudeltà nel quartiere di Sparagonà. Le metodologie descritte delineano un quadro allarmante: gatti investiti deliberatamente, avvelenati o picchiati a morte. I cadaveri vengono spesso abbandonati sull’asfalto, gettati nei torrenti o lungo la Panoramica, lasciati in pubblica esposizione in attesa che i mezzi della nettezza urbana li rimuovano, in aperta violazione delle corrette procedure sanitarie di smaltimento delle carcasse.
Particolarmente grave è quanto avverrebbe a Sparagonà. Stando al racconto di Lombardo, i corpi degli animali uccisi verrebbero fatti ritrovare a Raffaella Bottaro, responsabile e curatrice della locale colonia felina. Un gesto interpretato come un macabro avvertimento e un segno di disprezzo per scoraggiare l’assistenza—garantita a proprie spese—ai randagi della zona. A questo si aggiungono le continue segnalazioni di sospette sparizioni dai rifugi, definite da Lombardo come una vera e propria “lupara bianca” felina.
L’accusa di ipocrisia alla comunità
L’indignazione non si ferma alla mera cronaca dei fatti, ma sfocia in una severa critica al tessuto sociale del paese. Evidenziando come circa il 75% della popolazione di Santa Teresa si dichiari attivamente cattolica, l’autore della denuncia sottolinea la profonda contraddizione tra la fede professata in chiesa e la crudeltà riversata contro creature indifese. “Che senso ha battersi il petto in chiesa e poi seminare sofferenza gratis?“, si chiede Lombardo, aggiungendo che un ambiente in cui ci si diverte a maltrattare gli animali diventa un luogo “retrogrado e omertoso”, giustificando l’esodo dei giovani verso altre mete.
L’appello al Comune e la videosorveglianza
Di fronte a quella che viene descritta come un’emergenza etica e di legalità, Lombardo annuncia un’iniziativa concreta: una raccolta firme in tutte le sezioni di Santa Teresa. L’obiettivo è richiedere formalmente al Comune l’installazione di un sistema di telecamere in prossimità delle colonie feline, con priorità assoluta per l’area di Sparagonà, definita l’epicentro di questa ondata di malvagità.
L’appello per ristabilire civiltà e sicurezza è rivolto direttamente ai vertici dell’amministrazione. Lombardo si dice certo della collaborazione del sindaco Danilo Lo Giudice, della Giunta (citando esplicitamente Annalisa, Gianmarco, Domenico ed Ernesto Sigillo) e della Presidente del Consiglio Mariella Di Bella.
La richiesta poggia su basi giuridiche inequivocabili: le colonie feline sono rigorosamente tutelate dalla legge e l’uccisione di animali costituisce un reato penale, punito dall’articolo 544 bis del Codice Penale. “Il Sindaco e la Giunta, che so essere persone molto sensibili al netto delle divergenti opinioni politiche, non possono e non devono chiudere gli occhi”, conclude Lombardo, chiedendo una condanna ufficiale degli episodi e un intervento tempestivo a tutela degli animali e del decoro civile di Santa Teresa.




