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Taormina, il paradosso di Equità Urbana: a capo della riscossione il presidente con un maxi-debito col fisco

- 27/06/2026

Roberto Cicala non solo manterrà la presidenza di Equità Urbana Spa, ma assumerà anche un ruolo prettamente operativo: quello di direttore generale facente funzioni.

È il paradosso perfetto della gestione amministrativa locale, che a Taormina ha assunto i contorni dell’ufficialità. A guidare Equità Urbana Spa, la società partecipata del Comune incaricata specificamente di gestire le entrate e riscuotere i tributi, ci sarà un presidente alle prese con un pignoramento per un debito personale nei confronti dell’erario stimato in oltre 400 mila euro.

Roberto Cicala, professionista di Santa Teresa di Riva ed ex assessore del Comune di Messina, è stato infatti confermato alla carica di presidente del consiglio di amministrazione. Un incarico che ha formalmente accettato, ringraziando per “la fiducia accordata”, ma che si porta dietro l’evidente anomalia di un vertice societario chiamato a esigere le tasse dei cittadini mentre si trova esposto in prima persona con il fisco. Una decisione che, diciamo così, non incontra il favore di molti taorminesi..

Le dimissioni respinte dal sindaco De Luca

Il caso era esploso la scorsa primavera. Raggiunto dalla notifica di un pignoramento per debiti legati alla propria partita Iva, lo scorso 21 aprile Cicala aveva rassegnato le dimissioni. Un passo indietro che sembrava politicamente e tecnicamente inevitabile, data la natura della società pubblica che presiede. Eppure, le sue dimissioni sono state categoricamente respinte dall’attuale sindaco di Taormina, Cateno De Luca.

La strategia in assemblea: passo di lato, non indietro

La quadratura del cerchio è stata formalizzata nell’ultima seduta (verbale n.3/2026), dove si è chiarita l’architettura burocratica dell’operazione. In sede di assemblea è stato precisato che ad aprile Cicala si era dimesso esclusivamente dalla funzione presidenziale, mantenendo saldo il suo posto come componente del Cda.

Come certificato a verbale, le dimissioni circoscritte (ai sensi dell’art. 2380-bis del codice civile) non avevano comportato la rinuncia all’ufficio di amministratore né fatto scattare le procedure di sostituzione. La composizione a tre del consiglio era rimasta perciò integra, lasciando in sospeso solo la nomina del presidente, in attesa delle decisioni del socio unico, ovvero il Comune di Taormina. Decisioni che si sono tradotte, oggi, in una piena riconferma.

Il doppio incarico: Presidente e Direttore Generale

Il paradosso si arricchisce di un ulteriore tassello gestionale. Roberto Cicala non solo manterrà la presidenza di Equità Urbana Spa, ma assumerà anche un ruolo prettamente operativo: quello di direttore generale facente funzioni.

Il presidente dell’assemblea ha infatti sottoposto all’esame del socio unico l’autorizzazione affinché Cicala continui a svolgere le funzioni di d.g. f.f., “nelle more dell’eventuale conferimento dell’incarico in via ordinaria“. L’obiettivo dichiarato è quello di “assicurare la continuità della gestione operativa e amministrativa della società”.

Un doppio ruolo deliberato con una precisa clausola economica: l’incarico operativo non comporterà la corresponsione di alcun compenso aggiuntivo rispetto a quanto già previsto per la presidenza. Spetterà ora al Cda mettere nero su bianco la disciplina di dettaglio del doppio mandato, definendone i poteri e i limiti nel rigoroso rispetto della normativa sulle partecipate e dei vincoli di spesa pubblica. Rimane il dato politico di una società di riscossione pubblica guidata da chi, con il fisco, ha un conto aperto a cinque zeri.