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Rifiuti e degrado: l’attacco di Capurro. “Paghiamo 62 milioni di Tari per vivere tra le discariche”

- 11/08/2026

L’alibi dell’inciviltà. Il consigliere comunale denuncia l’inerzia delle istituzioni di fronte all’emergenza ambientale, sottolineando la disparità di controlli tra il centro città e i villaggi.

Un conto da 62 milioni di euro a carico dei cittadini. A tanto ammonta la Tari versata regolarmente dai contribuenti, una cifra che si scontra frontalmente con la realtà del territorio, troppo spesso ostaggio di degrado e discariche a cielo aperto. A sollevare la questione, puntando il dito contro l’Amministrazione, è il consigliere comunale Pippo Capurro, che in una dura nota stampa denuncia un disastro ambientale ignorato per anni.

L’alibi dell’inciviltà

Se da un lato è innegabile che l’abbandono indiscriminato dei rifiuti sia frutto del comportamento irresponsabile di una parte della cittadinanza, dall’altro questo non può trasformarsi in uno scudo per chi governa. Il ragionamento del consigliere è netto: “L’inciviltà di alcuni non può diventare una scusa per l’inerzia delle istituzioni“. Punire l’intera comunità per le colpe di pochi trasgressori non è sintomo di buona amministrazione, ma significa esclusivamente scaricare le inefficienze gestionali su quei cittadini che sono in regola con i tributi.

La mappa del disagio: centro contro villaggi

Al centro della denuncia c’è una palese disparità nella gestione della sicurezza e del decoro. Mentre il centro cittadino appare presidiato, le zone periferiche vengono lasciate a se stesse. Capurro evidenzia una sproporzione inaccettabile nell’impiego delle forze dell’ordine locale, con una Polizia Municipale concentrata in città e villaggi lasciati senza un adeguato controllo, trasformandosi così in calamite per gli sversamenti illeciti.

L’ultimatum e le richieste

Chi paga un servizio così oneroso ha il diritto di esigere pulizia, controllo e decoro. Per questo, Capurro delinea una serie di azioni immediate, chiedendo all’Amministrazione in carica di smettere di temporeggiare e di utilizzare gli strumenti sanzionatori e di prevenzione già a sua disposizione. Le richieste sono chiare:

  • Pulizia straordinaria: Interventi immediati per bonificare le aree attualmente sommerse dai rifiuti.
  • Videosorveglianza: Installazione di telecamere nei punti nevralgici per identificare e sanzionare chi abbandona l’immondizia.
  • Presidi sul territorio: Posizionamento di cassoni nelle aree maggiormente critiche per arginare il fenomeno degli sversamenti.
  • Controlli capillari: Estensione dell’attività dei vigili urbani anche e soprattutto nei villaggi, per garantire una copertura omogenea del territorio.

“I cittadini hanno pagato. Ora l’Amministrazione faccia la sua parte”.