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Messina, scatta lo stop idrico. L’emergenza e l’ombra del bypass per Taormina: l’interrogativo sull’acqua H24

- 24/06/2026

Rubinetti a secco nel capoluogo per riparare lo snodo? Sui volumi in partenza verso il polo turistico jonico e sui pagamenti regna da tempo il silenzio. L’incognita sulla durata del prelievo dal Fiumefreddo e le possibili ripercussioni sull’estate dei messinesi: si attendono risposte chiare da Amam e Palazzo Zanca.

Rubinetti a secco in diverse aree di Messina a partire dalle ore 12:00 di mercoledì 24 giugno. La comunicazione ufficiale di Amam tratteggia i contorni di una necessità tecnica ineludibile: consentire l’esecuzione di quattro interventi simultanei lungo la rete adduttrice. Per cercare di contenere i disagi e supportare la cittadinanza, l’azienda ha immediatamente varato un piano d’emergenza che prevede la mobilitazione di autobotti, l’allestimento di punti di prelievo fissi e l’attivazione di un centralino operativo 24 ore su 24. Un’organizzazione capillare che, tuttavia, nelle ultime ore si sta scontrando con indiscrezioni interne destinate ad accendere il dibattito pubblico.

Il nodo Taormina e le voci dal settore tecnico

Dietro la versione ufficiale dei lavori di manutenzione, si farebbe strada uno scenario ben più complesso, alimentato da voci di corridoio provenienti direttamente dal settore tecnico-idraulico di Amam. Al centro della questione ci sarebbero, infatti, degli interventi urgenti a un bypass cruciale: un raccordo, quello di Furci Siculo, che preleva parte delle risorse idriche dalla condotta del Fiumefreddo — dirette al capoluogo peloritano — per convogliarle verso Taormina.

Secondo queste indiscrezioni, il polo turistico jonico starebbe affrontando una crisi idrica significativa a causa della mancata mandata di acqua dalla condotta del Fiumefreddo che la porta a Messina, quel bypass che ogni anno compenserebbe le carenze idriche della perla dello Jonio che tanto ha fatto discutere tempo fa. Le strutture alberghiere e le attività ricettive pertanto, a causa del guasto, si troverebbero in grave affanno a causa di uno snodo bloccato. L’ipotesi, che richiede d’obbligo il condizionale, è che, pertanto, al fine di disinnescare l’emergenza di Taormina in piena stagione si sia optato per una temporanea ma totale interruzione del servizio idrico nella città di Messina, in modo da poter lavorare a quel famigerato bypass e ripristinare l’afflusso di acqua messinese verso Taormina.

Gli interrogativi per Palazzo Zanca

Se questo scenario venisse confermato, si delineerebbe un quadro politicamente delicato per l’amministrazione comunale. La scelta di bloccare la normale disponibilità idrica di un’intera città, quella di Messina, per sostenere e salvaguardare il comparto turistico di un comune limitrofo, riparando il danno al bypass, solleva interrogativi diretti al sindaco Federico Basile. Il primo cittadino è a conoscenza di queste dinamiche? E quanta acqua daremo a Taormina quest’anno? E Taormina la pagherà? Non si ha ancora contezza di quanto e se lo ha pagato per gli ultimi due anni trascorsi, soprattutto per quello. il 2024, in cui ci fu la crisi idrica a Messina.

E poi, sullo sfondo, riemerge prepotentemente il tema dell’acqua H24, obiettivo primario e promessa cardine della politica cittadina degli ultimi anni. Di fronte a un disservizio di questa portata, e alle ombre di una gestione emergenziale potenzialmente dettata da esigenze esterne al territorio comunale, la cittadinanza attende chiarimenti su una questione che, ancora una volta, rischia di riproporre scenari fin troppo noti.