Sotto accusa l’impossibilità di parcheggio che penalizza anziani e disabili. Anche i professionisti ora valuterebbero il trasloco in zone più accessibili.
Una storica farmacia si avvia verso la chiusura, ma potrebbe essere solo l’inizio di un effetto domino. Sul Viale San Martino, il salotto e cuore commerciale della città, almeno altre due farmacie starebbero valutando di abbassare le saracinesche per seguire la stessa rotta. Dietro questa emorragia di servizi di prossimità c’è un imputato principale: l’attuale assetto della viabilità.
L’ostacolo logistico per le fasce deboli
Le scelte viarie hanno di fatto blindato l’arteria principale di Messina. L’azzeramento del traffico veicolare di passaggio e la quasi totale impossibilità di parcheggio hanno reciso il legame diretto tra i presidi sanitari e l’utenza. A pagarne il prezzo più alto sono le fasce più vulnerabili: anziani, portatori di disabilità o persone affette da patologie croniche, per i quali raggiungere la farmacia di fiducia è diventata un’impresa logistica spesso insormontabile.
Una crisi ampiamente annunciata
È bastato questo a decretare la fine di attività storiche radicate nel tessuto cittadino? Le dinamiche in corso suggeriscono di sì. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno: le aspre polemiche nate a ridosso della chiusura e delle modifiche al Viale San Martino erano state sollevate dai farmacisti stessi, che avevano previsto con esattezza questo scenario. Il timore che la nuova viabilità, senza adeguate contromisure di supporto, potesse isolare i servizi si è trasformato in una realtà fatta di vetrine spente.
L’esodo dei professionisti
Il malessere, tuttavia, non si limita al piano strada. Le stesse difficoltà di accesso lamentate dalle attività commerciali stanno colpendo duramente i liberi professionisti. Avvocati, commercialisti e medici che storicamente mantengono i propri studi lungo il Viale si scontrano ogni giorno con i disagi logistici dei propri clienti. Anche per loro, la riflessione su uno spostamento verso quartieri più accessibili e “parcheggiabili” non è più un’ipotesi remota, ma una concreta strategia di sopravvivenza lavorativa.




