L’inchiesta della Procura di Caltanissetta ipotizza un sistema di nomine, incarichi e promesse di assunzione legato al rinnovo della direzione dell’ente. La decisione del gip dopo l’interrogatorio preventivo

CALTANISSETTA — Un presunto sistema di favori, consulenze, promesse di assunzione e incarichi distribuiti senza guardare al merito. È il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla gestione del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario.
Al centro dell’indagine ci sono Roberto Sanfilippo, ex direttore dell’ente, e il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto, esponente di Forza Italia. I pm hanno chiesto al gip Santi Bologna l’emissione di una misura cautelare in carcere nei confronti di entrambi. La decisione arriverà dopo l’interrogatorio preventivo, fissato per giovedì.
Secondo l’impostazione accusatoria, Gallo Afflitto avrebbe approfittato dell’interesse di Sanfilippo a restare alla guida del Cefpas per ottenere nomine, consulenze e assunzioni in favore di parenti, amici e persone a lui vicine. Un rapporto di reciproca utilità, secondo gli investigatori, nel quale il peso politico del deputato sarebbe stato messo al servizio della permanenza del manager sulla poltrona dell’ente.
Nelle carte dell’inchiesta viene richiamata anche una frase attribuita a Sanfilippo: «Solo Gesù può fare il miracolo». Un’espressione che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata riferita proprio al ruolo di Gallo Afflitto nella partita per il rinnovo dell’incarico.
Tra gli episodi contestati c’è quello relativo a una consulenza da 10 mila euro che, secondo l’accusa, sarebbe stata offerta a una donna indicata dal deputato regionale. In una conversazione intercettata, Gallo Afflitto avrebbe espresso un giudizio netto sulle competenze della candidata: «Ha un curriculum di m…». Nonostante questa valutazione, l’incarico sarebbe stato comunque prospettato.
Per la Procura, Sanfilippo e Gallo Afflitto avrebbero offerto alla donna una consulenza da 10 mila euro precisando che non sarebbe stato necessario svolgere realmente la prestazione lavorativa. La condizione, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata quella di effettuare “servizi di accompagnamento” in favore del deputato regionale.
La lista dei favori ricostruita dagli investigatori sarebbe lunga. Sanfilippo avrebbe assegnato quattro consulenze a Simona Sinatra, moglie di Gallo Afflitto, prospettando poi anche una possibile assunzione a tempo indeterminato. Un incarico professionale sarebbe stato conferito anche alla figlia di un dipendente dell’Asp di Agrigento.
Nel fascicolo compare inoltre il caso di una dirigente avvocata dell’azienda sanitaria agrigentina alla quale l’ex direttore del Cefpas avrebbe promesso la partecipazione a un corso per manager. Un incarico all’ente di formazione sarebbe stato garantito anche al direttore di una concessionaria d’auto di Palermo. L’obiettivo, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di agevolare Gallo Afflitto nella compravendita di una vettura.
Nel presunto sistema di relazioni sarebbe rientrata anche una donna vicina a un uomo legato a sua volta a un avvocato creditore del deputato agrigentino per una causa civile che aveva riguardato la moglie. Una catena di rapporti personali, professionali e familiari che, secondo la Procura, avrebbe inciso sulla gestione degli incarichi all’interno del Cefpas.
Gli indagati avranno ora la possibilità di chiarire la propria posizione davanti al giudice. Solo dopo l’interrogatorio preventivo il gip deciderà se accogliere o meno la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura.
L’inchiesta accende i riflettori su un ente pubblico strategico per la formazione sanitaria in Sicilia. Secondo l’accusa, il Cefpas sarebbe stato piegato a logiche di scambio e di appartenenza. Le consulenze sarebbero diventate strumenti di relazione politica, gli incarichi merce di favore, il merito un dettaglio secondario. Sarà la magistratura a stabilire le responsabilità. Ma il quadro descritto dai pm è pesante.




