Il sindaco ripropone nel programma il traguardo dell’erogazione continua, già annunciato negli anni scorsi e adesso rinviato al 2028. Intanto, nella frazione della zona nord, l’acqua arriva per appena un’ora al giorno e con una pressione insufficiente
Federico Basile traccia le nuove linee programmatiche per Messina come se il suo governo della città cominciasse oggi. Obiettivi, prospettive, grandi direttrici strategiche e, ancora una volta, l’immancabile promessa dell’acqua h24.
Un traguardo che attraversa ormai diverse campagne elettorali e otto anni di amministrazione riconducibile allo stesso schieramento politico: prima con Cateno De Luca, poi con il primo mandato di Basile e adesso con la nuova consiliatura. Eppure, mentre il sindaco rilancia l’erogazione continua tra gli obiettivi del prossimo quinquennio, in diverse zone di Messina i cittadini continuano a misurare l’acqua non sulle ventiquattro ore, ma sui minuti.
Tra il dire e il fare, in questo caso, non c’è soltanto il mare. C’è una rete idrica che continua a mostrare criticità, una distribuzione fortemente disomogenea e un obiettivo temporale che si sposta in avanti. Nel 2023 l’acqua h24 veniva indicata come un risultato da raggiungere entro il 2026; nel febbraio scorso il traguardo è stato ricollocato al 2028, subordinandolo al reperimento delle risorse, alle condizioni climatiche e al completamento degli interventi strutturali.
Nel frattempo, per molti messinesi l’acqua continua a essere una presenza intermittente. Alle segnalazioni provenienti da Salita Ogliastro, dai quartieri della Mosella e da alcune zone del centro cittadino si aggiunge nuovamente l’emergenza di Spartà.
A Spartà acqua per appena un’ora
Dopo alcune settimane di relativa tregua, la frazione della zona nord è ripiombata in una situazione di grave disagio. Da giorni, secondo quanto denunciato dal consigliere della VII Municipalità Santino Previti, l’erogazione si sarebbe ridotta ad appena un’ora al giorno.
In molti casi la pressione risulterebbe talmente bassa da non consentire nemmeno il riempimento dei serbatoi, con conseguenze ancora più pesanti per le abitazioni situate nelle zone più alte del villaggio.
Non si tratta, peraltro, di un problema comparso improvvisamente. Già il 22 giugno Previti aveva segnalato al sindaco e ai vertici dell’Amam una distribuzione ridotta a circa un’ora quotidiana, descrivendo una comunità ormai allo stremo. A distanza di un mese, la criticità si sarebbe ripresentata pressoché negli stessi termini.
Il tutto mentre la Sicilia ha affrontato una significativa ondata di calore, con temperature elevate e persistenti e picchi locali indicati dalla Protezione civile regionale tra i 42 e i 44 gradi. Condizioni che rendono la mancanza d’acqua ancora più grave, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
«Nel nostro comprensorio non vivono soltanto i villeggianti estivi», incalza Previti. «Ci sono famiglie, anziani e bambini che abitano qui tutto l’anno e che oggi si trovano privati di un bene primario in condizioni climatiche proibitive. È una situazione disumana, che mina la salute pubblica, l’igiene e la dignità stessa delle persone».
Segnalazioni senza risposte risolutive
Secondo il consigliere circoscrizionale, nonostante le continue segnalazioni inoltrate agli enti competenti, la situazione non avrebbe registrato miglioramenti significativi.
È proprio questo il punto politico e amministrativo della vicenda. I cittadini non possono essere costretti a ripartire ogni estate dalle telefonate, dalle segnalazioni e dalle richieste d’intervento, come se ogni crisi fosse imprevedibile e scollegata dalla precedente.
«I cittadini di Spartà non chiedono miracoli, né favori o privilegi. Chiedono il rispetto di un diritto: avere l’acqua in casa», afferma Previti. «Non possiamo più tollerare questa altalena tra brevi respiri e continue emergenze. Serve un intervento immediato e strutturale da parte di Amam e dell’Amministrazione comunale per ripristinare la normale erogazione e risolvere una volta per tutte i disservizi della rete. Spartà merita rispetto e risposte concrete, non parole al vento».
Il futuro annunciato e il presente reale
L’acqua h24 può certamente restare un obiettivo strategico. Ma dopo anni di annunci non può più essere presentata come una suggestione programmatica priva di scadenze verificabili, cronoprogrammi pubblici e risultati intermedi misurabili.
L’Amam sostiene di avere avviato dal 2018 un percorso di investimenti, progettazione e riduzione delle perdite, richiamando anche i finanziamenti ottenuti per l’efficientamento della rete. La stessa azienda indica come obiettivi una distribuzione più efficiente e, infine, l’acqua continua per tutti.
Ma la credibilità di qualsiasi programma non si misura soltanto nei finanziamenti intercettati o nei cantieri annunciati. Si misura nella vita quotidiana delle persone.
E la quotidianità di Spartà racconta ancora di rubinetti asciutti, serbatoi che non riescono a riempirsi e famiglie costrette a organizzare la propria giornata attorno a una sola ora d’acqua. È questa la distanza che l’Amministrazione deve colmare: quella tra la Messina descritta nei programmi e la Messina che, sotto il caldo estivo, continua ad aspettare che dai rubinetti esca almeno il minimo indispensabile.




